Paul Klee: il gigante che ha dipinto i sogni

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Giorno d'inverno, poco prima di mezzogiorno
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Tate Modern, Londra

Paul Klee. Commedia, 1921,acquerello e olio su carta.jpg
Commedia. 1921, acquerello e olio su carta

fino al 9 marzo 2014

A Londra è in mostra Paul Klee, un gigante dell’arte del XX secolo e uno dei più grandi innovatori geni creativi. Spiritoso, inventivo, magico, Paul Klee, con i suoi quadri annienta ogni facile catalogazione. Paul Klee è menzionato tra i grandissimi, come Matisse, Picasso e Kandinsky. Incidendo profondamente nei materiali, forme  e immagini del modernismo europeo, Paul Klee ha avuto un grande impatto sull’astrattismo, influenzando il lavoro di Rothko, Miró e Pollock. Eppure, con tale enorme statura, c’è ancora molto da indagare. Le sue opere sono ospitate nella più vasta esposizione mai dedicata a questo artista nel Regno Unito. Obiettivo del progetto, intitolato “Paul Klee: Rendere visibile”, è mettere in luce il rigore e gli aspetti più innovativi del suo lavoro, attraverso disegni, acquerelli e dipinti provenienti da collezioni di tutto il mondo.

Klee, acquarellista tedesco, pittore e incisore di opere fantastiche, è nato nei pressi di Berna, figlio di un insegnante di musica tedesco e madre svizzera. Ottimo violinista e amante soprattutto della musica di Bach, Mozart, Beethoven,  si orientò ben presto verso un’altra arte, la pittura. Studia a Monaco di Baviera 1898-1901, lavora prima con Knirr, poi presso l’Accademia. Visita l’Italia con lo scultore Haller per ampliare la sua conoscenza dell’arte, poi ha vissuto a Berna (1902-6). Nel 1905 si recò a Parigi, dove conobbe le opere degli impressionisti, preferendo pur sempre Van Gogh e Cézanne. Nel 1906 si stabilì a Monaco, dove entrò in contatto con soprattutto con gli artisti di Der Blaue Reiter . Nel corso di un viaggio a Parigi strinse amicizia con Robert Delaunay, pittore cubista, ed ebbe modo di apprezzare soprattutto le opere di Braque e Picasso. Nel 1924, con Kandinsky, Jawlensky e Feininger, dette vita al gruppo Die Blauen Vier (I Quattro Azzurri), con il quale espose anche in America. Partecipò anche alla mostra parigina dei surrealisti nel 1925.

Paul Klee, Ritmi rosso, verde e viola giallo, 1920
Ritmi rosso, verde e viola giallo,1920

Spesso considerato un sognatore solitario per le atmosfere oniriche in bilico tra rappresentazione del reale e astrattismo presenti in opere come “Paesaggio con bandiere”(1915), Paul Klee ) è in realtà un grande innovatore nell’uso della linea, delle tecniche di pittura e del colore, inizialmente influenzato dal senso di libertà proprio dell’Espressionismo e dalle composizioni cubiste. Essenziale per la sua evoluzione artistica è tuttavia un viaggio in Tunisia che lo affascina e ammalia con uno spettro di colori caldi e atmosfere arabeggianti, “Il colore mi possiede”, scrive, “lo farà per sempre”. Colori puri e acquerelli vanno così a combinarsi con dipinti le cui costruzioni suggeriscono l’idea di un palcoscenico come in “Commedia (1921), tentativi che si intrecciano nella tecnica del cosiddetto trasferimento ad olio.

Il risultato di questi esperimenti sono tinte forti e contrastanti, che originano una sensazione dinamica le cui basi affondano in forme stilizzate e strutturate dal gusto decisamente cubista. L’aggiunta di elementi naturalistici, quali alberi o siepi, da parte di Klee, ne diminuisce tuttavia l’astrattismo, come per “Ritmi rosso, verde e viola-giallo” (1920). Se, come nota lo scrittore surrealista francese René Crevel (1900- 1935), i lavori di Klee sono un processo di creatività spontanea, un museo di sogni senza polvere, è anche vero che l’innovazione e i temi delle opere dell’artista tedesco vanno di pari passo non solo con le esperienze personali, ma anche, e soprattutto, con gli eventi che si svolgono nel mondo intorno a lui.

Klee possiede un occhio indagatore che non si ferma semplicemente al livello onirico né di semplice trasposizione della realtà perché l’artista di oggi non è solo una macchina fotografica alla moda. È molto più enigmatico, ricco e ampio in quanto creatura facente parte completamente della madre terra: -una creatura su una stella tra le stelle-, scrive in “Teoria della forma e della figurazione” (1923). Nella sua ricerca artistica, anche se vista come una sorta di crescita naturale, resa semplice dalla sua celebre definizione “il disegno è l’arte di condurre una linea a fare una passeggiata” fu in realtà molto severo. Catalogò diverse sue opere secondo un sistema personale e scrisse volumi sulla teoria dei colori. C’è tanta umanità in questa mostra, profondità di sentimento, fino quasi alla fine del percorso con le opere struggenti che ha dipinto negli ultimi anni della sua vita, quando ha sofferto di una malattia devastante che sapeva che lo avrebbero ucciso.

Parco vicino a Lu, particolare,1938
Parco vicino a Lu, particolare,1938

Gli anni ’30 porteranno a sconvolgimenti profondi: con l’insorgere di sentimenti antisemiti in Germania i nazisti licenziano Klee dal suo posto di insegnante al Bauhaus, tra gli anni ’20 e ‘30, ed è costretto a rifugiarsi in Svizzera con la sua famiglia, mentre le sue opere sono etichettate in Germania come “degenerate”. Nonostante le turbolenze, l’insicurezza finanziaria e politica, malgrado la sua salute in declino, Klee diventa ancora più prolifico, tenendo ancora nell’animo quel lusinghiero ottimismo che compare nelle allegre tinte di “Parco vicino a Lu” (1938) e nelle altre opere della fine degli anni Trenta, dipingendo praticamente sino alla morte, in Svizzera, nel 1940.

Link: tate.org.uk

 

 

 

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