Saint Moritz Art Masters celebra l’Italia

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Mimmo Rotella. Posso, 1963-1965
Mimmo Rotella. Posso, 1963-1965
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dal 21 al 30 agosto 2015

Nella capitale estiva dell’arte, mostre, workshop, incontri, lecture e molto altro, celebrano la storia della creatività italiana del XX secolo declinata attraverso un approccio interdisciplinare, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla moda, dal costume alla pubblicità, dal design al cinema.

COMUNICATO STAMPA
Un evento unico, declinato attraverso un approccio interdisciplinare che coinvolgerà più location sparse per tutto il territorio. Ribadendo così il ruolo cardine di St. Moritz come punto d’incontro e confronto per amanti d’arte e grandi collezionisti internazionali, che da oltre mezzo secolo sono soliti scegliere la località dell’Engadina come città di villeggiatura; contribuendo quindi alla sua diffusa sensibilità e passione per il moderno e il contemporaneo.

Dal 21 al 30 agosto 2015, mostre, workshop, incontri, lecture e molto altro testimonieranno quanto la storia creativa italiana abbia influenzato l’ambito culturale europeo e mondiale per tutto il ‘900, dalla rivoluzione industriale al periodo tra le due guerre mondiali, dal boom economico all’affermazione del Made in Italy. Dopo Brasile, Cina e India, nazioni emergenti per definizione, la lente di ingrandimento di St.Moritz Art Masters si posa dunque sul Bel paese: scelta non casuale, nell’anno di Expo, a testimonianza della curiosità e dell’attenzione con cui il mondo guarda all’Italia e ad un rilancio economico e sociale e che non può non passare per l’arte e la cultura.

St.Moritz Art Masters 2015, ideato da Monty Shadow, esplorerà l’evoluzione dei movimenti artistici del XX secolo italiano, dal Futurismo alla Metafisica, dal Razionalismo allo Spazialismo; concentrandosi in modo particolare sul fermento degli Anni Sessanta e Settanta, ma arrivando fino alle più recenti istanze del contemporaneo. Seguendo il concept definito da un comitato scientifico che conta su Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero per EXPO 2015, sui mercanti d’arte Marco Voena e Luigi Toninelli, sul direttore della Fondation Beyeler Samuel Keller, sulla direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani, sul curatore Reiner Opoku, sui collezionisti Beat Curti e Roland Berger.

La variegata offerta espositiva condurrà il visitatore a seguire le affinità e le differenze tra i vari media espressivi che si sono succeduti nel tempo e le diverse tematiche che sono state affrontate, in oltre un secolo di creatività italiana.
Arnaldo Pomodoro, Augusto Perez e Giacomo Manzù sono chiamati ad accogliere gli appassionati d’arte, con l’installazione di alcune delle loro sculture più iconiche lungo l’area pedonale di St.Moritz, trasformata per l’occasione in un vero e proprio museo a cielo aperto. L’indagine sul linguaggio della scultura viene amplificata da una retrospettiva su Marino Marini.

Tra le iniziative in programma, alla chiesa protestante di St.Moritz si terrà una mostra con opere di Lucio Fontana e Piero Manzoni, per un dialogo tra le due figure più importanti dell’arte italiana del Dopoguerra. Dai grandi maestri dell’informale si passa ad altre importanti stagioni che hanno contrassegnato la scena italiana: con la retrospettiva su Aldo Mondino allestita nella galleria Robilant e Voena e con la personale di Salvo alla chiesa Francese. Arrivando con le installazioni di Simone D’Auria ad affrontare le tangenze tra l’arte contemporanea e il design: attraverso Spoon – I eat earth, intervento che nasce come omaggio a Bruno Munari e non manca di toccare i temi suggeriti da Expo 2015; e attraverso Cycling Up, lavoro che assume un altro feticcio della cultura popolare italiana – la bicicletta – e lo trasforma in simbolo di energico spirito di reazione e rinascita.

Non sarà dimenticato l’importante apporto del fashion system con la personale che al Kempinsky omaggia Giovanni Gastel, tra i più grandi fotografi di moda al mondo. Per l’occasione posto a confronto con l’artista italiano che più di ogni altro ha saputo giocare con l’immaginario dello show-business e con la seduzione esercitata dai grandi divi del cinema: Mimmo Rotella. Un’aura, quella in cui è avvolta l’Italia del Boom, che non manca di affascinare e coinvolgere anche grandi artisti stranieri: come Wifredo Lam, di cui la galleria Gmurzynska evoca con una importante retrospettiva gli anni passati nell’atelier acquistato ad Albissola, fulcro della cultura della ceramica in Italia, culminati con la partecipazione nel 1972 alla Biennale di Venezia.

Fondatore: Monty Shadow (Milano)
Comitato scientifico: Roland Berger (St. Moritz), Beat Curti, SamuelKeller (Basilea), Reiner Opoku (Berlino), Davide Rampello (Milano), Franca Sozzani (Milano), Luigi Toninelli (Milano)
Marco Voena (Milano)

www.stmoritzartmasters.com

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