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Cos'è?

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, Roma

Dal 15 aprile al 11 settembre 2016

Una rassegna del massimo esponente dell’Art Nouveau, Alfons Mucha (1860-1939) che ci fa rivivere tutta una vita dedicata all’arte con 200 opere in esposizione tra dipinti, disegni, manifesti teatrali, sculture, copertine per riviste, calendari, illustrazioni di libri, gioielli e arredi.

Conoscevamo la preziosità dei suoi disegni, la cura dei manifesti pubblicitari della Parigi
fin de siècle,  ma rivedere la fase pittorica di Mucha, le sue tele a grandi formati, è sempre una sensazione che ti affascina. Certo non gli fa onore l’allestimento delle luci sempre insufficiente, misero e maldestro; alcune opere erano quasi totalmente al buio, ma a questa carenza siamo ormai abituati, in particolare al Vittoriano.

Alfons Mucha. Madonna dei gigli, 1905 (dettaglio). Foto Katarte
Madonna dei gigli, 1905 (dettaglio). Foto Katarte

Alphonse Mucha nasce nell’odierna Repubblica Ceca nel 1860, dimostrando da subito una irrefrenabile passione per il disegno; a 19 anni Mucha lavora come apprendista pittore di scenari teatrali a Vienna e si mantiene ritraendo i membri della nobiltà dell’epoca. Il conte Karl Khuen Belasi di Mikulov si interessa ai suoi lavori e gli commissiona gli affreschi nei suoi castelli in Moravia e nel Tirolo.

Alfons Mucha e la nobiltà

Il conte è incantato dal lavoro di Mucha e lo aiuta economicamente permettendogli di iscriversi all’Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera. Studente irregolare, viaggiando caoticamente da Monaco agli Stati Uniti, con ricorrenti oscillazioni economiche, a 27 anni, nel 1887 fà il grande salto spostandosi in una effervescente Parigi, appena verniciata dalla moderna Esposizione Universale e con una spumeggiante economia. Illustrare libri, cataloghi e calendari gli permetteva di sbarcare il lunario, ma pur lavorando incessantemente, Mucha era ancora sconosciuto.

Alfons Mucha. Madre e figlio. Foto Katarte
Madre e figlio. Foto Katarte

Grazie alle amicizie del gruppo di artisti dove si era ben integrato, nel 1894 incontra Sarah Bernhardt, la più grande attrice dell’epoca. Disegna per lei in una sola notte il manifesto de La Gismonda, uno spettacolo teatrale che lo proietta verso un improvviso successo ed altri cartelloni teatrali tra i quali la famosa litografia La Dame aux camelias: comincia la favola dorata di Alfons Mucha, eletto artista geniale e da tutti richiesto.

La sua caratteristica è una estrema raffinatezza nella tecnica con una mano netta e precisa che delimita le Silhouette femminili nell’eleganza delle loro forme e nelle pose che esse assumono. Abiti sofisticati di stile neoclassico vestono le giovani donne di Mucha, avviluppate da motivi floreali che delimitano le cornici geometriche contornando le figure.

Alphonse Mucha, uno dei maestri assoluti dell’Art Noveau, uno stile originale facilmente riconoscibile dagli esuberanti ghirigori che riscontriamo in ogni suo lavoro, fino alle spigliate capigliature delle donne che traboccano di indescrivibile sex appeal. Il suo stile fu imitato subito, sia nell’arte che nella pubblicità, naturalmente con esiti ben lontani dal maestro ceco.

Alfons Mucha. Gioielli. Foto Katarte
Gioielli. Foto Katarte

L’idealismo, l’amore e l’unione spirituale per la sua patria si evince nella sua arte anche se la sua indole era ampiamente cosmopolita.
Pochi sanno comunque che Mucha era anche un massone dell’Oriente di Praga, poi Gran Maestro della Gran Loggia Cecoslovacca e infine nel 1923 Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Rito Scozzese Antico ed Accettato. Una responsabilità procrastinata nel tempo, in una nazione che visse solo per poco tempo la libertà e la democrazia prima della barbara oppressione nazista.

La rassegna si compone di oltre 200 opere tra dipinti come Self-portrait e France Embraces Bohemia, manifesti, Poster per Gismonda e Sarah Bernhardt come La Princesse Lointaine, disegni, tra cui gli studi per By force towards freedom, with love towards unity! e per The Age of Wisdom; i gioielli dell’Esposizione universale del 1900 come Ornamental chain with pendants e Peacock ring.

Sono sei le sezioni in cui la mostra è divisa: Un boemo a Parigi; L’artefice dello Stile Mucha; Un cosmopolita; Il mistico; Il patriota e L’artista-filosofo, ed è curata da Tomoko Sato con l’organizzazione di Arthemisia Group.

Link: /www.muchafoundation.org

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