Franco Mulas. S-paesaggi. Opere dal 1980 al 2013

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Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Roma

14 giugno – 8 settembre 2013

“S-paesaggi”: il titolo parlante di una mostra che intende insignire di un forte grado di responsabilità le due parole “paesaggio” e “spaesamento”. Quarantacinque oli su tavola di Franco Mulas, testimonianza dello sguardo sul mondo e della pratica artistica di un “modernissimo pittore all’antica”.

Franco Mulas (Roma, 1938) è testimone del tempo in cui vive e con la sua arte intende farsene portavoce: l’artista espone i due principali cicli pittorici frutto della fase matura della sua ricerca artistica: Schegge e S-paesaggi. Quest’ultima, che fornisce il titolo all’esposizione, è l’ultimo ciclo della mostra composta tra il 2011 e il 2013, caratterizzata da pitture dove la forma dei paesaggi esplode in frammenti astratti, denunciando la scarsa attenzione che l’uomo riserva alla natura e a ciò che lo circonda e che, secondo l’artista, sta portando a un’inarrestabile disgregazione sociale.

Attraverso un gesto istintivo, una pennellata veloce, intensa e l’utilizzo di colori brillanti, Mulas si fa portavoce di un urlo collettivo che si scaglia contro il dramma di un paesaggio che l’uomo moderno sta distruggendo e che riassume inequivocabilmente la profonda crisi odierna.

“spaesamento”, un allarme sociale che l’artista filtra e comunica attraverso la forza straordinaria della pittura. Un genere tradizionale, quello della pittura di paesaggio, che reinterpreta in chiave originale, istituendo un linguaggio autonomo e personale. Il rapporto di Mulas con il paesaggio non è collegato alla sua realistica rappresentazione, ma ad un suo superamento e reinterpretazione che nascono dalla sue capacità di guardare, meditare sulla realtà e andare oltre, raggiungendone l’essenza.

La forma scoppia restituendo allo spettatore una visione frantumata e spesso irriconoscibile che suscita smarrimento. Il mezzo principale di cui Mulas si serve è il colore: cascate cromatiche, vortici, sfumature e declinazioni di tonalità accese sono raggiunte tramite la tecnica a olio, l’unica in grado di permettere di giocare e sperimentare luci e colori.

“Per raccontare il dramma del paesaggio uso delle nuance di colore impensabili ai tempi dei grandi pittori di natura di fine Ottocento, ma che un bambino di oggi che passa ore davanti al computer o alla televisione percepisce come naturali”. È il concetto di “inquinamento cromatico”: riferendosi ad una società intossicata da colori non naturali e non più in grado di godere di quelli meravigliosi che l’ecosistema offre, l’artista tenta di educare la coscienza dell’uomo al senso del vero e del bello.

Omologazione, abitudine, banalizzazione, passività sono atteggiamenti che Mulas non accetta e contro i quali combatte. Riconoscendogli l’importanza che merita, la città natale dedica un tributo a questo artista con un’esposizione che mostra l’ultimo approdo di una ricerca inquieta, condotta fedelmente per tutta la vita attraverso uno sguardo costante sul mondo.

Link: www.museocarlobilotti.it

Franco Mulas. Atlante, olio su tavola, 2013
Atlante, olio su tavola, 2013
Franco Mulas. Apparizione, olio su tavola, 2013
Apparizione, olio su tavola, 2013
Franco Mulas. Big-Bang, olio su tavola, 2013
Big-Bang, olio su tavola, 2013
Franco Mulas. Catalogo Tramonti, olio su tavola, 2013
Catalogo Tramonti, olio su tavola, 2013
Franco Mulas. Cromatismi, olio su tavola, 2013
Cromatismi, olio su tavola, 2013

L’esposizione è curata da Roberto Gramiccia, con testi di Roberto Gramiccia, Walter Pedullà, Claudio Strinati.
Il catalogo della mostra “Franco Mulas. S-paesaggi. Opere dal 1980 al 2013″ è edito da Palombi Editori.

www.museocarlobilotti.it › Mostre‎

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