Luigi Ghirri “Pensare per immagini. Icone, paesaggi, architetture”

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Maxxi di Roma – 24 aprile – 27 ottobre 2013

“Come pensare per immagini”. In questa frase è contenuto il senso di tutto il mio lavoro.
Luigi Ghirri
Il MAXXI dedica all’opera di Luigi Ghirri, tra i maestri indiscussi della fotografia in Italia,
una grande mostra antologica, nata dalla collaborazione tra il Museo e il Comune di Reggio Emilia,
la città dove il fotografo ha vissuto e alla quale ha lasciato il suo archivio.
E proprio dai materiali originali – fotografie, menabò, libri, cataloghi e negativi
oggi conservati presso la Biblioteca Panizzi,  partner istituzionale del progetto,–la mostra
intende partire per raccontare i diversi profili
di questa complessa figura di artista.

La mostra è organizzata in tre sezioni tematiche – Icone, Paesaggi, Architetture – e invita a
ripercorrere la fasi della ricerca artistica di Ghirri: le icone di quotidiano, i paesaggi come
luoghi di attenzione e di affezione e le architetture, da quelle anonime a quelle d’autore,
attraverso oltre 300 scatti, con particolare attenzione ai vintage prints stampati direttamente dall’autore.

Accanto alle fotografie verranno presentati anche i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati,
le riviste, le recensioni che testimoniano la sua attività di editore, critico e curatore; una
selezione di fotografie e libri d’artista che documentano l’incontro e la collaborazione con
gli artisti concettuali modenesi nei primi anni ‘70; le cartoline illustrate e le fotografie
anonime che Ghirri collezionava; una selezione di libri tratti dalla biblioteca personale di
Ghirri che raccontano dei suoi interessi e dei riferimenti culturali e artistici; le copertine
dei dischi che testimoniano l’interesse di Ghirri per la musica e il rapporto con musicisti come i CCCP e Lucio Dalla.
Icone
La ricerca concettuale è un punto di partenza che permette a Ghirri di costruire un nuovo
linguaggio che indaga i luoghi abituali per svelare le icone che popolano il mondo contemporaneo.
Vetrine, pubblicità, immagini di immagini, cartoline e quadri che interagiscono con la realtà,
così come le giostre, i cieli e le persone nei momenti di svago, sono immagini che indagano
i processi del vedere ma che allo stesso tempo coinvolgono per la loro capacità evocativa,
icone di una memoria collettiva.

Luigi Ghirri - Lido di Spina, 1978
Luigi Ghirri – Lido di Spina, 1978
Luigi Ghirri - Marina di Ravenna, 1986
Luigi Ghirri – Marina di Ravenna, 1986

Paesaggi
Nei paesaggi compaiono ancora le icone ma l’orizzonte si amplia. I capannoni, le stazioni di servizio,
le periferie anonime disegnano una società che Ghirri guarda con affetto e stupore accostando
i paesaggi artificiali alle prospettive reali per cercare una nuova identità al di fuori dello
stereotipo. Ghirri sarà tra i principali promotori del rinnovamento della fotografia di paesaggio
degli anni ’80 che coinvolse un’intera generazione di fotografi. Confrontandosi con la tradizione
iconografica dell’Italia Ghirri la rigenera con immagini semplici, in cui i panorami si alternano
alle chiese, ai teatri, agli interni, alle piazze, ai “traguardi” dei cancelli.

Luigi Ghirri - Argine Agosta, Comacchio,1989
Luigi Ghirri – Argine Agosta, Comacchio,1989
Luigi Ghirri - Versailles, 1985
Luigi Ghirri – Versailles, 1985

Architetture
Anche le architetture sono uno strumento costante della narrazione di Ghirri. Il fotografo
costruisce una sorta di inventario delle anonime tipologie edilizie e riflette sulla loro
interazione con gli spazi verdi. Interpreta l’architettura d’autore e rivela le prospettive
delle ville e dei giardini con una solenne e irripetibile leggerezza. Lo sguardo sugli
interni apre una dimensione intima sullo spazio del vissuto che si conclude in mostra
con un autoritratto narrato attraverso gli oggetti, i libri e gli spazi della propria casa.

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