Fausto Melotti incanta Londra con le sculture danzanti

0
Facebook
Twitter
Google+
LinkedIn
Pinterest
StumbleUpon
+

Waddington Custot Galleries,
11-12 Cork Street, Londra 

Fino al 20 Dicembre

I grandi vecchi italiani affollano i musei del mondo, e anche le gallerie più á la page. E non importa se si tratta di ottuagenari, sessantenni o scomparsi anche da anni, quel che conta è avere una grande carriera alla spalle.
Fausto Melotti è il beniamino di questa stagione londinese che presenta ben due mostre: la prima, chiusa il 30 novembre all’italianissima Galleria Ronchini, con sede a Mayfair, la seconda alla Waddington Custot Galleries dove si celebra il genio e la leggerezza delle sue composizioni. Elegantissimi gli spazi della galleria, piedistalli bianchi su cui si stagliano tutta la brillantezza dell’ottone e la materia della terracotta. Oltre trenta lavori provenienti da collezioni private milanesi e dall’archivio dell’artista che abbracciano 40 anni della sua carriera, dalle prime sculture in terracotta del 1945 (come Diavolo) al Carro delle illusioni del 1984. Una mostra che si preannuncia come una vera e propria “restrospettiva”.

Nel gioco dei sottili equilibri dei suoi “teatri” si ritrova tutta la passione dell’artista per la matematica e l’ingegneria: inevitabile il rimando con Paul Klee e Alexander Calder;  ad unirli l’amore per la musica, la scrittura, e la passione per la linea sottile su carta per Klee, nello spazio e nelle composizioni tridimensionali per Calder.

Fausto Melotti è noto per le sue opere in ceramica e le sue sculture, che ha spesso combinato con pezzi di stoffa , carta e cartone. La sua prima educazione artistica a Firenze lo introdusse all’arte del Rinascimento che, in realtà, ha avuto un profondo effetto su di lui per tutta la vita. Ma l’artista è stato anche fortemente influenzato dalla musica e la danza, fu anche pianista e spesso le sue composizioni furono discusse in termini musicali. Nelle sue opere, la precisione dell’ingegnere si combina con il senso del ritmo e dell’equilibrio del musicista.
In mezzo alle due guerre, lavora alla Richard Ginori con Giò Ponti, e espone in una serie di mostre tra cui la V Triennale di Milano del 1933, e anche l‘Esposizione Universale dell’Eur di Roma, nel 1941. Ma Melotti, come molti suoi coscritti, ha subìto probabilmente l’oscurità degli anni in cui si è trovato a vivere, venendo riconosciuto solo alla fine degli anni ’60, e soprattutto in ambito italiano e francese, specialmente parigino. Scomparso nel 1986, la mostra londinese da Waddington Custot non solo vuole far conoscere “l’iconico Melotti”, ma anche portare alla luce in un altro contesto fuori dalla penisola il lavoro di un artista quasi inspiegabilmente sottostimato, un grande visionario modernista di straordinaria visione poetica.

Oltre le sculture, quì possiamo ammirare la ricerca dell’artista dalle sue prime ceramiche (Piccolo Teatro, c.1950), a opere astratte in ottone finemente composto, filo, e altri metalli. Il suo background ha influenzato il suo nuovo linguaggio formale in cui la manifestazione plastica del materiale e della forma ha trovato un corollario nell’eleganza quasi matematica di entrambi i ritmi e le strutture visive di musica e notazione musicale. Come ha detto Melotti, “L’arte è una sensazione geometrica angelica. Si rivolge all’intelletto, non ai sensi”. Nelle sue opere, strutture poetiche di sentimento trovano la misurata risposta a forme astratte autonome, indipendentemente della modellazione, tanto quanto la musica trasmette un senso attraverso una costruzione sonora immateriale.

Nato a Rovereto, Italia, da una famiglia di musicisti, Fausto Melotti (1901-1986) ha iniziato a studiare musica, matematica e fisica prima di iscriversi alla prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera a Milano dove studiò scultura con Adolfo Wildt, a partire dal 1928. Quì strinse amicizia con un altro artista, Lucio Fontana. La sua prima mostra è stata alla Galleria del Milione a Milano nel 1935. Il Museum Ostwall di Dortmund tiene la prima retrospettiva del suo lavoro nel 1971. Ha esposto in Italia e all’estero, Svizzera, Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna , fino ai grandi successi internazionali. Nel 1951 riceve il gran premio della Triennale di Milano. Nel1986 La Biennale di Venezia apre con una grande mostra di opere di Melotti, guadagnando all’artista un Leone d’Oro postumo.

Fausto Melotti ha conseguito il Premio Rembrandt premio dalla Fondazione Goethe nel 1973 e il Premio Feltrinelli per la scultura nel 1976 .
Retrospettive del suo lavoro si sono tenute presso il Museo di Arte Contemporanea , Hornu ( 2004), l’Istituto Mathildenhohe , Darmstadt ( 2000) , e il Padiglione d’Arte Contemporanea , Milano ( 1987) .

Fausto Melotti. Senza titolo, c. 1945
Fausto Melotti. Senza titolo, c. 1945
Fausto Melotti. Diavolessa, 1945, Terracotta
Fausto Melotti. Diavolessa, 1945, Terracotta
Fausto Melotti. Diavolo,1945, terracotta, 30x10x6 cm.
Fausto Melotti. Diavolo,1945, terracotta, 30x10x6 cm.
Fausto Melotti. Le Donne spaventate dagli Uccelli, 1946
Fausto Melotti. Le Donne spaventate dagli Uccelli, 1946
Fausto Melotti. Teatrino, c. 1950
Fausto Melotti. Teatrino, c. 1950
Fausto Melotti. Vacca lunatica, 1961
Fausto Melotti. Vacca lunatica, 1961
Fausto Melotti. La Bestia Politica, 1972
Fausto Melotti. La Bestia Politica, 1972
Fausto Melotti. La Piuma, 1973, oro su plexiglass di base 47x24x18 cm.
Fausto Melotti. La Piuma, 1973, oro su plexiglass di base 47x24x18 cm.
Fausto Melotti. Senza perchè, 1974, Ottone , 84 x 57,5 x 28 cm.
Fausto Melotti. Senza perchè, 1974, Ottone , 84 x 57,5 x 28 cm.
Fausto Melotti. Proscenio, 1975, Ottone, 73,5 x 35 x 38 cm.
Fausto Melotti. Proscenio, 1975, Ottone, 73,5 x 35 x 38 cm.
Fausto Melotti. Quasi per gioco, 1976
Fausto Melotti. Quasi per gioco, 1976
Fausto Melotti. Senza titolo, 1979
Fausto Melotti. Senza titolo, 1979
Fausto Mlotti. L'uscita delle Valchirie, 1980
Fausto Mlotti. L’uscita delle Valchirie, 1980
Fausto Melotti. Lungo la roggia, 1982, legno dipinto, tessuto, ottone, amianto, carta dipinta misure, 35 x 76 x 45 cm.
Fausto Melotti. Lungo la roggia, 1982, legno dipinto, tessuto, ottone, amianto, carta dipinta, 35 x 76 x 45 cm.
Fausto Melotti. Progetto per fontana, 1983, Ottone. 49 x 56 x 17 cm.
Fausto Melotti. Progetto per fontana, 1983, Ottone. 49 x 56 x 17 cm.
Fausto Melotti. Carro delle illusioni, 1984, ottone, tessuto
Fausto Melotti. Carro delle illusioni, 1984, ottone, tessuto

Link: www.waddingtoncustot.com

Facebook
Twitter
Google+
LinkedIn
Pinterest
StumbleUpon
+