I colori del Sacro. Il viaggio

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Anna Obon. Passa il tempo, 2013
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La settima edizione della rassegna internazionale di illustrazione a Padova

Museo diocesano  18 gennaio – 2 giugno 2014

[dropcap]S[/dropcap]ettima Rassegna internazionale di illustrazione: In lizza per poter esporre a Padova erano più di 300: ne sono stati scelti 68, circa metà sono italiani, gli altri rappresentano tutti i cinque continenti. Accanto alla presenza, sempre massiccia, di illustratori italiani, molto nutrita si è rivelata la proposta dall’estero: artisti di matrice europea, in primis, ma anche di paesi lontani: Mongolia, dall’Ecuador, dal Giappone, dall’Argentina, dall’Uzbekistan e ancora da Israele, Messico e Sud Africa

Laguna, Terra, I colori del sacro 2014,
Jesus Cisneros. Laguna, Terra, 2014

Che il tema scelto per la settima edizione della biennale padovana “I colori del Sacro” – IL VIAGGIO – fosse azzeccato, da subito non c’è stato dubbio. Già ai primi rumors il mondo dell’illustrazione aveva mostrato grande interesse e un coinvolgimento mai riscontrato prima, forse proprio per le infinite sfumature che l’argomento contempla e per la sua capacità di lambire ampi territori di realtà e immaginazione. Il gradimento si è esplicitato al pubblicizzazione del tema, accolto con entusiasmo, in Italia e all’estero. Le opere sono state vagliate da un’apposita commissione composta da due membri interni al Museo diocesano, e da cinque esperti in materia di illustrazione: Lola Barcelò, editore Kalandraka Italia, Daria Bonera, photo editor Touring Magazine, Marnie Campagnaro, dottore di ricerca in Scienze Pedagogiche e dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Padova, Chiara Carrer, illustratrice, Valentina Salmaso, illustratrice.

 I clandestini che eravamo, tecnica mista, 2011
Marcella Brancaforte. I clandestini che eravamo, tecnica mista, 2011

Il viaggio…è attesa e speranza, desiderio ed irrequietezza, ricerca e scoperta…è coraggio e paura…è mistero, è fantasia, è nostalgia e abbandono…è passaggio,  trapasso…è un percorso interiore, un sogno..è partire, lasciare… è un’andata…è un ritorno…è un’andata e un ritorno…

In letteratura il Viaggio è l’avventura di Ulisse, è l’esilio di Dante, è la meraviglia di Alice, è il fascino d’Oriente negli occhi di Marco Polo, è l’epopea di Gilgamesh alla ricerca dell’immortalità, è il mito babilonese di Etana di Kish, è la lettura fantastica di Don Chisciotte, è l’avventura cavalleresca, è il diario dei Bildungsreisen dei poeti e degli scrittori romantici. È anche , per chi crede, lo scoprire la terra delle Scritture, è ricercare il fondamento della storia dell’islam, è il pellegrinaggio alla Terra Santa, è il cammino di Santiago, è la “salita” alla Città Santa, è la visita a Roma, sede del trono di Pietro, è il sibbab, il viaggio a Gerusalemme, dovere per tutti gli Ebrei, è il quinto dovere di ogni musulmano, è il pellegrinaggio a La Mecca, è la visita alla Ka’aba del fedele islamico, è il sentiero dell’illuminazione del Buddismo, è la strada verso Shiva sul monte Kailas, è il pellegrinaggio al fiume Gange, è l’andare ai Shakta pitha, i “troni della dea Sati”, è la marcia del monaco indiano, è il passo lento del viandante in Tibet.

Per tutti è attesa e speranza, desiderio ed irrequietezza, ricerca e scoperta, è il coraggio della sfida e la paura dell’ignoto, è scoperta del nuovo e stupore del diverso, è mistero, è fantasia, è nostalgia e abbandono, è avventura e adattamento, crescita e divertimento, conquista e cambiamento, è passaggio, trapasso, è superamento di confini, è fuga, è un percorso interiore, un sogno, la meta finale, è un ciao, un addio, è partire, lasciare, è trovare, è un’andata, è un ritorno, è un’andata e un ritorno, è vedere con gli occhi e vedere col cuore, è voglia di imparare, è crescere, è…

Tommaso D’Incalci, Il buon samaritano, acrilico su carta, 2012
Tommaso D’Incalci, Il buon samaritano, acrilico su carta, 2012

C’è qualcosa che accomuna tutti coloro che scelgono di viaggiare e che fanno del viaggio non solo il loro sogno, ma anche la loro realtà? Cosa accade in una personalità quando lascia le proprie sicurezze per partire alla ricerca del nuovo? Quali emozioni accompagnano il viaggio? E soprattutto: che senso ha viaggiare? Per millenni l’uomo ha solo camminato: per migrare, per cercare pascoli, per fuggire, per commerciare, per andare in pellegrinaggio.   Viaggiare è un fatto privato, intimo, solitario, oppure un’esperienza corale, di gruppo. Il viaggio agisce sulla psiche umana in modo diverso per ogni sua fase: preparazione, transito, arrivo e ricordo creano emozioni, pensieri e comportamenti diversi. Si viaggia per imparare ad amare o per essere amati, per lenire un dolore o per dare sfogo alla rabbia, per fede o perché non si ha più nulla in cui credere. Si viaggia per aiutare il prossimo o per farsi aiutare, perché si è amici o per fare nuove amicizie. Si viaggia per incontrare qualcuno o per abbandonare qualcun’altro, per non saper attendere o perché abbiamo atteso troppo, per indagare nel profondo della nostra anima o per fuggire da se stessi.

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