Optical Art, Franco Grignani a Milano, 1939 -1999

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Marchio Pura lana vergine (part)
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Alterazioni  ottico mentali

Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano

23 gennaio -15 marzo 2014

[dropcap]L'[/dropcap]obiettivo di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, commissari delle esposizioni delle Gallerie del Credito Valtellinese, con Manuela Grignani è quello di restituire a Franco Grignani la sua complessità d’artista. Egli si è espresso come artista, architetto, fotografo, graphic designer, art director. Ed è di tutte queste sfaccettature, che la retrospettiva intende dar conto, documentando peculiarità e competenze diverse ma tutte strettamente riconducibili alla ricerca di Grignani sulla percezione visiva, ricerca cui restò fedele per l’intera vita.

Marchio della Pura Lana Vergina, 1964
Marchio della Pura Lana Vergina, 1964

Per il grande pubblico la figura di Grignani è riconducibile ad un marchio, quello della Pura Lana Vergine da lui creato nel 1964, forse il più noto e universale nella storia della comunicazione della seconda metà del secolo scorso. Ma quel marchio, pur fortunato, (si dice che lo abbia creato al ristorante, abbozzandone i contorni con una forchetta su un tovagliolo) è solo uno dei tanti da lui creati, frutto di una specializzazione tra le diverse di Grignani, artista ed intellettuale che non ha mai perso alcuna occasione per approfondire la percezione dell’immagine e le “regole” che ad essa sono sottese, convinto che “l’immagine raggiunge la sua dinamica unità per mezzo di vari livelli di integrazione: tensione, ritmo, armonia matematica. L’esperimentocontinua Grignani – è il risultato di un conflitto fra forze esterne ed interne, fra due forze dinamiche e forze di riferimento”.

Tensione nei quadrati, Tempera 103x75, 1965
Tensione nei quadrati, Tempera  cm. 103×75, 1965

La sua è sempre stata una ricerca sulla “verità della forma visiva”, condotta in modo solitario, metodico, raffinato, allo stesso momento apertissimo a quanto, anche grazie all’eco del suo lavoro, maturava in Europa e nel mondo, come le diverse sezioni di questa mostra ben evidenziano anche attraverso la presentazione di un notevolissimo numero di lavori inediti.
Grignani, pavese del Po, nasce a Pieve di Porto Morone nell’anno della nascita ufficiale del Cubismo, ovvero nel 1908. Del Grande Fiume sembrano affascinarlo le sinuosità, il movimento e le rifrazioni dei gorghi, rispetto alla fissa superficie della terra padana.
A Torino, dove segue Architettura, è coinvolto dai fermenti del secondo Futurismo, passaggio verso l’astrattismo geometrico e al costruttivismo. Attingendo alle teorie percettive e alla psicologia della forma conduce sperimentazioni coniugando fotogrammi, fotomontaggi, sovrimpressioni e elaborati grafici. Con la milanese Alfieri & Lacroix indaga nuove forme di tipografia. Crea sistemi ottici che colpiscono e influenzano i suoi colleghi europei.

Grafica cinetica,1966
Grafica cinetica, 1966

Il successivo passaggio lo vede intervenire, con rotazioni, deformazioni, torsioni, accelerazioni, rovesciamenti, direttamente sull’immagine. Sempre con l’occhio e il pensiero alle sollecitazioni che questi processi provocano nell’osservatore. Diviene art director di “Bellezza d’Italia”, organo di stampa della Dompé, casa farmaceutica che lo impegna anche nel packaging dei prodotti, e poi di “Pubblicità in Italia”. Prosegue intanto l’indagine sulla rappresentazione del paesaggio urbano, ricorrendo anche a “… lenti zoppe, vetri, condensatori, prismi, acqua, olio …”. L’obiettivo è ancora una volta il superamento dei limiti fisiologici di mano e occhi, per giungere ad una rappresentazione che faccia proprie le leggi matematiche e fisiche, già conosciute o da lui solo intuite.

La ricerca sperimentale condotta da Grignani ha approfondito numerosi aspetti legati alla percezione dell’immagine, i frutti del suo intenso lavoro gli hanno fatto avere  diversi premi e riconoscimenti. E’ stato, inoltre, insignito della Palma d’Oro della Pubblicità e della Medaglia d’oro alla Triennale di Milano nel 1959 e del Premio della Biennale di Venezia nel 1972. Muore a Milano nel 1999, ma le sue opere continuano ad essere esposte e ammirate nei musei di tutto il mondo.

Un ampio catalogo bilingue (italiano/inglese) seguirà la cronologia della mostra dando ampio rilievo ad ogni fase creativa di Grignani. Dai primi anni del suo lavoro nel 1939 sino alla data della sua scomparsa. Un importante saggio del Prof Giovanni Anceschi ed un ricordo dell’amico Gillo Dorfless accompagneranno la fortuna critica del volume.

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