L’alchimia nei colori di Henri Matisse

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Gioia di vivere 1905-1906, (part.)
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Palazzo dei Diamanti, Ferrara

dal 22 febbraio al 15 giugno

L’avventura creativa alla quale Henry Matisse (1869 – 1954) ha dato forma si potrà ammirare nelle oltre cento opere in mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Si potrà rivivere l’emozione ed il piacere provato dall’artista nel dipingere le sue modelle, la cui presenza fisica in studio è l’origine e il principio scatenante della fantasia dell’artista. L’arcano dei loro volti, che aggiunge quel magnetismo alla tela, e l’esplosione di riverberi di luce, lo conquistano e lo incantano e gli permettono di dare vita a rappresentazioni che celebrano l’irraggiungibile fascino e bellezza dell’arte propria di Matisse. Una deflagrazione di energia scoppiettante infiamma i primi lavori e fa danzare i sinuosi e sensuali corpi nei capolavori della prima maturità. L’energia che scaturisce dalla persistente presenza della figura incrementerà l’entusiasmo e l’impeto per le opere dell’ultimo periodo.

Con questa mostra, “Matisse, la figura. La forza della linea, l’emozione del colore”, curata da Isabelle Monod-Fontaine, già vicedirettrice del Centre Pompidou, la fondazione Ferrara Arte propone i capolavori  di Henri Matisse, artista francese, alchimista del colore, ma anche grafico e scultore. Oltre a numerosi dipinti, sculture e disegni, anche tante incisioni. Si inizia con il magnetico Autoritratto del 1900, realizzato tra il 1905 e il 1908, nella stagione del fauve: tocchi di colore puro, espressione della luce mediterranea, come il Ritratto di André Derain del 1905. Poi, l’influenza dell’arte tribale come il bronzo Nudo disteso del 1906-07.

Autoritratto, 1900
Autoritratto, 1900

La scoperta di Matisse della sua vera passione, la pittura, è nata in un modo insolito a seguito di un attacco di appendicite.  Ha iniziato a dipingere nel 1889. “Dal momento in cui ho tenuto la scatola di colori nelle mie mani, sapevo che questa era la mia vita. Mi sono buttato dentro come una bestia che precipita verso la cosa che ama”. La madre di Matisse è stata la prima a consigliare al figlio di non accettare le “regole dell’arte”, ma piuttosto ascoltare le proprie emozioni. Matisse era così preso dai suoi studi sull’arte che avvertito la sua fidanzata, Amélie Parayre, che avrebbe poi sposato: “Ti amo teneramente, signorina, ma io amo di più dipingere.” Matisse aveva scoperto “una specie di paradiso “come poi ha descritto.

A Parigi studiò arte all’Académie Julian, divenendo studente di William-Adolphe Bouguereau da cui ha imparato le lezioni fondamentali della pittura classica. Dopo un anno scoraggiante, lasciò disgustato per lo stile eccessivamente pedante dell’insegnamento. Successivamente ha lavorato con Gustave Moreau , artista con proiezioni moderniste. Entrambi hanno insistito tenacemente sullo studio della figura. Moreau era un pittore che disprezzava l ‘“arte du salon”, così Matisse era destinato, in un certo senso, a rimanere un “emarginato” del mondo dell’arte.

Matisse ha iniziato a dipingere nature morte e paesaggi in stile fiammingo e nella prima parte della sua attività adopera una tavolozza ombrosa. Chardin è stato uno dei pittori più seguiti di Matisse avendone ammirato quattro nature morte al Louvre. Influenzato dalle opere dei post-impressionisti Paul Cézanne , Gauguin , Van Gogh e Paul Signac, ma anche dall’arte giapponese, Matisse trasformò il colore nell’ elemento risolutivo dei suoi quadri. Ha detto: “Nell’arte moderna, è sicuramente a Cézanne che devo di più.” Studiando Cézanne, Matisse è stato in grado di ricostruire la propria visione cromatica.

Ritratto di André Derain, 1905
Ritratto di André Derain, 1905

Del 1909 sono il bronzo La Serpentina e il dipinto Nudo con la sciarpa bianca, la Bagnante del MoMA, Le due sorelle, e Nudo seduto di spalle che testimoniano come Matisse si sia impossessato di una percezione in grado di suggerire nell’osservatore un denso “sentimento della pienezza”. In mostra c’è anche un’ampia sezione dedicata ai ritratti delle sue modelle. Amelie, Lorette, Margherita, Lydia.

Folgorato dalla luce della Costa Azzurra, Matisse riscopre Dominique Ingres e Auguste Renoir. Le figure che rappresenta sono sdraiate, sensuali, quasi esotiche, spesso nude e all’aperto: Giovani ragazze in giardino del 1919, e le opere in cui è ritratta la ballerina Henriette Darricarrère. Tra la fine degli ani Trenta e l’inizio dei Quaranta, Matisse realizza le illustrazioni per le poesie di Stéphane Mallarmé, e riceve l’incarico di decorare la Barnes Foundation negli Stati Uniti con il famoso trittico della Danse. Di qui un altro, nuovo, cambiamento e una nuova Musa. È la russa Lydia Delectorskaya, sublimata in capolavori con ninfe nei boschi o bucoliche atmosfere.

La Serpentin, bronzo
La Serpentina, bronzo, 1909

Colore puro. Alla fine, le opere della maturità. Gli interni d’atelier zeppi di colori vivaci, acrobati, maschere, tutto con l’innovativa tecnica gouaches découpées, come nelle tavole di Jazz: le silhouette multicolore delle figure in movimento segneranno indelebilmente la storia dell’arte. La citazione. «Quel che più mi interessa non è né la natura morta, né il paesaggio, ma la figura. La figura mi permette ben più degli altri temi di esprimere il sentimento, diciamo religioso, che ho della vita», spiegava Henri Matisse nel 1908.

La carriera artistica di Matisse è stata lunga e varia e copre molti diversi stili di pittura, dall’ impressionismo alla più recente pittura astratta. In Costa Azzurra si concentrò sui riflessi e il colore sensuale di questi luoghi e quì ha ultimato alcuni dei suoi dipinti più toccanti. Nel 1941 a Matisse fu diagnosticato un cancro duodenale e fu costretto permanentemente su una sedia a rotelle. Fu in questa condizione che completò la magnifica Cappella del Rosario a Vence.

Nudo con sciarpa bianca, 1909
Nudo con sciarpa bianca, 1909

L’arte di Matisse ha prodotto alcune delle bellezze più possenti mai raffigurate. Personalità irrequieta, proprio come Picasso, che lo vedeva come suo unico rivale, Matisse era un uomo di angosce inconfessate. Tutti e due, attraverso la sublimazione della pittura, superarono queste patologie. Picasso, sulle sue tele, ha cancellato la sua paura delle donne , mentre Matisse ha trasformato il suo turbamento nervoso in appagante armonia.

Matisse inizialmente è diventato famoso come il fondatore del movimento dei Fauves (selvaggi); non c’era nulla di selvaggio in questo intellettuale gentiluomo, anche se c’era molta passione. Lui era un artista incredibilmente controllato. Artista di grandezza classica, con le sue incursioni visionarie nei diversi e nuovi stili artistici ha cambiato la nostra cognizione del mondo. Matisse era un uomo metodico per temperamento. Come Raffaello , era un leader nato per insegnare e incoraggiare altri pittori.

 

 

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