L’uomo e la terra: Vincent Van Gogh guarda a Expo 2015

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Paesaggio con covoni di grano e luna che sorge, 1889
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 Palazzo Reale, Milano

18 ottobre 2014 – 8 marzo 2015

Vincent Van Gogh, in un momento in cui gli artisti guardavano al paesaggio urbano, concentrò la sua visuale verso l’universo contadino. Dell’artista olandese ammireremo oltre 50 opere, alcune famose e altre mai viste prima: indagheremo la correlazione tra fatica e bellezza, attraverso gli occhi e la vita di Vincent.
Piantatori di patate, 1888, olio su tela. Kroeller-Mueller Museum. Otterlo
Piantatori di patate, 1888, olio su tela. Kroeller-Mueller Museum. Otterlo

L’allestimento, curato dal giapponese Kengo Kuma, ci porta ad affondare idealmente i piedi nella terra (il tatami e la iuta), partecipi e spinti dall’emozione delle opere che l’artista creò attraverso la propria visione della natura e dell’uomo. Si può leggere ed esplorare il complesso rapporto con il mondo agreste, rivivendo i travagliati stati d’animo che Vincent Van Gogh (1853-1890) ha trasferito profondamente nelle sue tele.

Nasce tutto dalla terra e lì torna, in un incessante connubio con l’uomo, intento a coglierne i frutti. “Un quadro di contadini non deve diventare profumato”, si legge nelle didascalie di Donna seduta a tavola (1985). Quadri e i disegni, ritraggono questi uomini come soggetto; profumano di lavoro e amore per la terra, frutto del desiderio di non essere “più impotente davanti alla natura”. Per l’artista, la terra rappresentava “la solidità, il male di vivere, la solitudine” e gli uomini che la coltivavano avevano una profonda dignità.

Colori vibranti

Van Gogh era ammaliato da questa incongruenza, “anche dal punto di vista spirituale”, sottolinea il direttore di Palazzo Reale, Domenico Piraina. E queste vibranti intermittenze le riscontriamo in tutta la sua pur breve esperienza pittorica, così prolifica, essendo durata meno di dieci anni. Concetti ben lontani in una stagione in cui la maggior parte degli artisti era rivolta all’industrializzazione, affascinati dallo scintillio frenetico della città.

Vigna verde, 1888, olio su tela. Kroeller Mueller-Museum. Otterlo
Vigna verde, 1888, olio su tela. Kroeller Mueller-Museum. Otterlo

Fra i lavori in mostra nelle sale di Palazzo Reale ci saranno così i Piantatori di patate, un’intensa Testa di pescatore con cappello di tela cerata, il Ritratto di Joseph Roulin, Vista di Saintes Marie de la Mer e i molti disegni tra cui Testa di pescatore e Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie, ma anche una Vigna Verde iper cromatica i cui colori ricordano le tele più famose di Van Gogh, oltre al un celeberrimo Autoritratto.

Nell’ultimo periodo della sua vita divampa il suo mix di colori, i penetranti gialli e blu dei paesaggi esplodono di lacerante energia, l’orizzonte straripa oltre la cornice e gli uomini e donne delle campagne si intersecano con gli alberi in un interrotto affiatamento.

Il cardine della mostra è costituito da opere provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo a cui si aggiungono lavori provenienti dal Van Gogh Museum di Amsterdam, dal Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, dal Centraal Museum di Utrecht e da collezioni private solitamente non disponibili.

L’attesisissima mostra  è promossa dal Comune di Milano e organizzata da Palazzo Reale, Arthemisia Group e Gruppo 24 Ore Cultura. Curatrice della mostra sarà Kathleen Adler, esperta del periodo impressionista, che sarà supportata nel suo lavoro da un comitato composto da alcuni tra i più noti e riconosciuti esperti di Van Gogh e della pittura del periodo: Cornelia Homburg, massima esperta dell’opera di Van Gogh nonché curatrice delle più importanti mostre dedicate all’artista; Sjraar van Heugten, già Head of Collections al Van Gogh Museum di Amsterdam, Jenny Reynaerts Senior Curator 18th and 19th Century Paintings al Rijksmuseum di Amsterdam; Stéphane Guégan, Conservatore del Dipartimento di Pittura al Musée d’Orsay.

Nel 2015 ricorrerà anche il 125° anniversario della morte di Vincent, e saranno previste iniziative e mostre in tutta Europa.

 

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