L’effervescenza americana di Ileana Sonnabend: da Rauschenberg a Oldendurg, Lichtenstein…

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Robert Rauschenberg. Senza titolo, omaggio a Ileana Sonnabend, 1996
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Ca’ Pesaro, Venezia

dal 30 maggio 2014 al 4 gennaio 2015

Portare l’arte europea in America, l’arte americana in Europa. Questa la filosofia di Ileana Sonnabend (1914- 2007), dinamica e appassionata gallerista. E’ stata una delle più grandi e influenti scopritrici di talenti artistici della seconda metà del Novecento, conosciuta e apprezzata per l’intuito, la forza di carattere, la sua visionarietà precorritrice e quell’enciclopedismo estetico e istintivo che le hanno consentito di cogliere e sostenere la novità nell’arte americana ed europea.

Jasper Johns. Figura otto, 1959
Jasper Johns. Figura otto, 1959

Nata a Bucarest da una ricca famiglia ebraica, Ileana sposa Leo Castelli nel 1933, un triestino figlio di un banchiere ebreo di origine ungherese. A Parigi prima, dal 1939, e a New York poi, dal 1957, si proietta con lui nelle avanguardie artistiche. Tra i due poli di Parigi e New York, la Sonnabend si muove da collezionista, gallerista e mentore di artisti anche nel corso del sodalizio con il secondo marito, Michael Sonnabend, con cui apre una galleria a Parigi nel 1962 e una a New York nel 1970. Con Castelli è tra i primissimi a comprare opere di Jackson Pollock, e nello spazio d’avanguardia al numero 420 di West Broadway passano un po’ tutti, da Robert Rauschenberg a Jasper Johns, da Roy Lichtenstein a Andy Warhol, a Claes Oldenburg.

Tutti avamposti assoluti di modernità, punti di riferimento fondamentali per l’incontro e la conoscenza delle nuove sollecitazioni artistiche. In mostra si potranno ammirare capolavori notissimi come Figure 8 di Jasper Johns, Interior (Combine painting), Payload e Kite di Robert Rauschenberg , artista che Ileana contribuì a portare alla Biennale di Venezia del 1964, dove Rauschenberg vinse il Gran premio della Pittura: evento cruciale nella sua carriera, nella storia dell’Esposizione Internazionale di Venezia e dell’arte contemporanea in generale. Accanto a questi maestri ci saranno i grandi esponenti della Pop Art, nelle sue diverse declinazioni,come l’Espressionismo Astratto: Jim Dine sarà in mostra con due bellissime opere e Claes Oldenburg con Roast Beef, Roy Lichtenstein, di cui sarà esposto anche il famoso Little Aloha, James Rosenquist con Balcony, Tom Wesselman con Still life #45 e Seascape #14, e soprattutto Andy Wharol presente con ben otto lavori, tra cui Nine Jackies, Triple Rauschenberg, Cambell’s Soup Can (Turkey Noodle).

Robert Rauschenberg. Kite, 1963
Robert Rauschenberg. Kite, 1963

E ancora Jeff Koons, che gioca  e costruisce sculture con oggetti di culto del quotidiano. Sempre a cavallo tra il ‘60 e il ’70 Ileana espone anche i lavori di alcuni giovani talenti italiani, a cominciare da Mario Schifano seguito poi da Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pierpaolo Calzolari, Jannis Kounellis, Paolini e Pistoletto, così come i “nuovi realisti” Arman e Christo.  L’Arte Povera, l’Arte Concettuale, l’Arte Narrativa, che esplorano nuove forme di linguaggio attraverso l’uso di  materiali non pittorici in un diverso concetto di habitat non più delimitato alla tela o alla scultura.

Ma sono tanti gli artisti di cui Ileana coglie, profeticamente, il vigore progressista, il temperamento peculiare, concorrendo alla loro celebrità a livello internazionale. Bruce Nauman, Richard Serra, Robert Morris, keith Sonnier. Negli anni ‘70 nella Galleria di New York giungono un notevole numero di artisti europei, Gilbert & George, Bernd e Hilla Becher, Christian Boltanski, Anne e Patrick Poirier. Nei primi anni Ottanta lo sguardo curioso di Ileana si rivolge alla pittura espressionista tedesca di grande valore con artisti come A.R. Penck, in mostra uno dei suoi grandi e potenti quadri Verteidigung, 1982,  Jörg Immendorff di cui è esposto Ewiges Braunhemd del 1983, Anselm Kiefer con Baum mit Palette del 1978 e Rona Pondick con la scultura intitolata Dog (1998-2001).

Roy Lichtenstein, Wall Explosion II, 1963, acrilico su tela
Roy Lichtenstein, Wall Explosion II, 1963, acrilico su tela

Grazie al rapporto con alcuni importanti artisti come Vito Acconci, Barry LeVa, William Wegman, Ileana sviluppa un interesse per le opere fotografiche che continuerà anche negli anni più recenti con Hiroshi Sugimoto, Clifford Ross, Andrea Robbins e Max Becher, Candida Höfer, Lawrence Beck, Elger Esser, tutti artisti presenti nella collezione con opere di particolare qualità. L’esposizione chiude con una grande sala dedicata alla Minimal Art, tra le passioni, apparentemente antitetiche di Ileana, proponendo alcuni importanti opere dei padri del movimento, Sol LeWitt, Donald Judd, Dan Flavin, Robert Morris, con le loro sculture composte da forme geometriche rudimentali costruite con materiali di provenienza industriale; un modo per ricordare che Ileana Sonnabend è rimasta sempre fedele alla sua vocazione di promuovere sempre e comunque il nuovo nell’arte.

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