Artisti sedotti dal nudo, da Modigliani a Mirò, da Picasso a De Chirico

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Amedeo Modigliani. Nudo sdraiato con capelli sciolti, 1917
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Galleria nazionale d’arte moderna, Roma

5 giugno – 5 ottobre, 2014

[box type=”shadow” ]Una moltitudine di modelle, in particolare nella Parigi di fine ‘800 e i primi del ‘900, potrebbero testimoniare che la stragrande maggioranza degli artisti abbia trovato seducente e irresistibile la donna. La mostra “La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del 900”, svela lo sguardo e la passione dei maestri del colore. [/box]

La mostra, curata da Barbara Tommasi con la collaborazione di Flaminia Valentini, propone un viaggio tra le sale del museo, tra le pulsioni e le ispirazioni degli artisti che hanno interpretato particolari aspetti della seduzione. Una selezione di circa 130 opere che racconteranno la bellezza come itinerario interiore e desiderio infinito, attraverso la rappresentazione del corpo femminile visto, sognato e reinterpretato dai grandi maestri del ‘900.

Amedeo Modigliani. Nudo sdraiato, 1918-1919, acquisto alla Marlborough Gallery
Amedeo Modigliani. Nudo sdraiato, 1918-1919, acquistato alla Marlborough Gallery

I curatori, nella scelta delle opere, tutte provenienti dalla galleria, hanno sviluppato la rassegna in 5 sezioni, interpretando provocatoriamente la seduzione stessa. E’ innegabile che la mostra ci introduce a  una quantità traboccante di capolavori propensi a emozionare lo spettatore e anche a sedurlo. Lasciarsi sedurre per non perdere di ammirare grandi artisti in un unico evento. Decifrare un tema singolare e ammaliante. Il corpo femminile e la seduzione, coniugate creativamente in un viaggio esteriore e profondo nel contempo. “La seduzione non si basa sul desiderio o sull’attrazione: tutto questo è volgare meccanica e fisica carnale, nulla di interessante. Certo, il fascino della seduzione passa attraverso l’attrattiva del sesso. Ma, propriamente, vi passa attraverso, la trascende.” afferma il sociologo francese Jean Baudrillard.

Questa mostra riuscirà a far esplodere il desiderio senza deluderlo. Gli straordinari scatti di Man Ray, i nudi di Modigliani, diventati un’icona, le linee sinuose e debordanti delle ceramiche invetriate di Leoncillo o le chincaglierie spiazzanti di Enrico Baj: i grandi maestri del ’900 raccontano  non solo i capolavori più conosciuti, ma anche e soprattutto splendide e poco note testimonianze della ricchezza espressiva dell’arte italiana.

Man Ray. Lee Miller, 1930
Man Ray. Lee Miller, 1930

La prima delle sezioni è dedicata alle “Belle apparenze”, dove spicca un nudo di Modigliani, dalle linee accentuate, rappresentato nella sua fiera e carnale bellezza.  Il nudo femminile, sebbene esaltato da linee morbide e sinuose proprie della rappresentazione classicheggiante, è rivoluzionato nell’ inquieto lessico avanguardista, estraneo a ogni schema ma assetato di trasgressione e sfida, come nel linguaggio di Modigliani e nella sua capacità di armonizzare il corpo con una incredibile forza erotica, e altrettanto nelle modelle fotografate in pose provocanti  da Man Ray con esiti di sconvolgente eleganza.

La seconda sezione è intitolata “Seduzione/sedizione”. Quì il nudo supera il naturalismo. Gli artisti sono interessati alla progressiva destrutturazione, alla continua sperimentazione, di conseguenza si assiste ad una rilettura della seduzione, il nudo femminile viene riformulato secondo logiche diverse. Il geometrismo, il monumentalismo, il dinamismo e la scomposizione cubista rappresentano i nuovi linguaggi. Il surrealismo che presenta immagini deformate della sensualità rivisitata considerando la presenza dell’inconscio: opere che deformano il corpo, lo cancellano, lo mortificano, fin anche a distruggerlo. In questa sezione, tra i tanti artisti, sono presenti opere di Gino Severini, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Victor Brauner, Eric Heckel, Joan Mirò, Enrico Prampolini, André Breton e Hans Arp. Uno dei principali totem della seduzione è legato ai particolari anatomici sessuali che di essa diventano il simbolo.

 

 Joan Mirò. Donna con capelli biondi, alla luce delle stelle
Joan Mirò. Donna con la bionda ascella si pettina alla luce delle stelle, 1959

La terza sezione affronta il tema “Oggetto del desiderio” . Si possono, tra le tante opere, ammirare la Bambola di Hans Bellmer, la Donna scarpa di Salvador Dalì, l’Objet mobile di Max Ernst, oggetti di uso quotidiano presentati dagli artisti nei loro sottintesi erotici.

Nella quarta sezione si riflette sull’incontro tra l’umano e l’elemento animale, rappresentato nell’approdo dei surrealisti attraverso i richiami dell’automatismo  e del simbolismo di Picasso. Le opere di questa serie sono raccolte sotto il titolo “La bella e la bestia”. Il sesso c’entra in modo prorompente se guardiamo un disegno di Picasso degli anni ’30 sul ciclo del Minotauro, dove l’uomo – toro vive un mènage erotico a tre fra due donne e un uomo, in cui l’eros non è mai idealizzato, ma inquietante e talvolta volgare. Se con i surrealisti il nudo prende inclinazioni inimmaginabili e possibilmente oniriche, con il Guttuso del ’40, le Ragazze di Palermo ritroviamo una forte fisicità con seni e fondo schiena ben in carne e sodi.

“La bella addormentata”, infine, è il titolo dell’ultima sezione, che allude al fascino ammaliante ostentato dal corpo femminile languido nel sonno, l’immobilità del corpo che ozia e la lampante conseguenza seduttiva sfoderata, fra vulnerabilità e passività. Un corpo che ha sempre attratto nella storia dell’arte fin dall’antichità raggiunge in molte delle opere qui presentate un effetto straniante, come nelle ninfe dormienti di Giorgio De Chirico.

In questo balletto di opere, la nudità femminile, seppure in alcuni casi spezzettata, disarmonica, ci porta per mano in una misura rincuorante, ben distante dall’arroganza e dalla virulenza che viviamo nella così detta arte di oggi. Pseudo erotismo, falsa seduzione e pornografia sembrano straripare nel quotidiano. La seduzione è donna, e gli artisti lo sanno. Non può esserci naturalmente un’unica forma di seduzione.

La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ’900
a cura di Barbara Tomassi
5 giugno – 5 ottobre, 2014
Galleria nazionale d’arte moderna – Roma
Informazioni e biglietteria – Tel: +39 06 32298221
Mail – s-gnam@beniculturali.it
Orari: da martedì a domenica ore 10.30 – 19.30
(l’ingresso è consentito fino a 45 minuti prima della chiusura)
Biglietti
Integrato Galleria/Esposizioni temporanee:
intero: € 12,00
ridotto: € 9,50 riservato a:
cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e 25 anni
docenti delle scuole statali dell’Unione Europea

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