Dai Beatles ai Rolling Stones. Le icone immortalate da Terry O’ Neill

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I Beatles negli Abbey Road studios mentre registrano il primo album Please please me, Londra, 1963
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Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla

Fino al 28 settembre 2014

[box type=”shadow” ]Una sequenza di foto che, attraverso i volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport, descrivono la carriera artistica del fotografo britannico. “Ho avuto fortuna. Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto: la Londra degli anni 60. Avevi l’impressione che ogni giorno succedesse qualcosa di rivoluzionario” racconta Terry O’Neill.[/box]

Terry O’Neill, oggi ottantaduenne, ha saputo cogliere, con straordinario talento, immagini originali e istintive di vere e proprie leggende del Novecento; personalità che con le loro storie sono diventate delle vere e proprie icone. Cantanti, attori e politici, attraverso il suo  obiettivo, scovano lo strumento perfetto per rivelare la loro soggettività. Ha collaborato con riviste importanti come Rolling Stone e Vogue, e con altri celebri colleghi, tra cui David Bailey, Terence Donovan e Brian Duffy. Tutti artefici di quegli scatti che hanno reso indimenticabile la “Swinging London” di quel periodo.

O’Neill, che sognava di diventare un batterista jazz, ha cominciato la sua carriera nel dipartimento di fotografia della British Airways nell’aeroporto di Heathrow di Londra, dove nel 1959 riprese in una foto, che finì in prima pagina, il ministro dell’interno del tempo. Senza saperlo lo aveva fotografato mentre dormiva nella sala d’attesa dell’aeroporto, dove era appostato per fotografare i viaggiatori in arrivo.

I RollingStones in Hanover Square, 1964
I Rolling Stones in Hanover Square, 1964

Ma è con il decennio successivo che inizia la sua vera carriera nella nascente scena musicale londinese. Per la principale testata di foto del paese, il Daily Sketch, nel 1963 negli studi di Abbey Road scatta la prima fotografia dei Beatles, in occasione dell’uscita del loro primo album Please Please me. Immortala i giovanissimi Rolling Stones e quindi le maggiori stelle del rock, dai Who a Eric Clapton, da Elton John a David Bowie. Immagini per copertine di dischi o più di frequente per le pagine di popolari riviste, quali Vogue, Life, Look e Paris Match.

Una volta trasferitosi ad Hollywood, l’amicizia con gli attori Michael Caine e Richard Burton gli apre le porte al grande schermo. Non soltanto agli inizi della carriera, rock band e musicisti gli consentiranno di girare liberamente nei backstage, quando ancora i fotografi erano raramente ammessi, ma in breve sarà invitato sul set di film con le più belle donne di allora, ritraendo attori del calibro di Clint Eastwood, Paul Newman, Robert Mitchum, Robert Redford o Sean Connery. Diventa sempre più di casa nell’ambiente delle grandi stelle del cinema americano, tra le quali finirà per sposare l’attrice, sua musa e modella, Faye Dunaway.

Sean Connery e Brigitte Bardot, 1968
Sean Connery e Brigitte Bardot, 1968

Considerato uno dei grandi fotografi britannici dei nostri giorni, O’Neill è probabilmente unico anche per il fatto di coprire un arco temporale così lungo da avergli permesso di ritrarre da Winston Churchill a Nelson Mandela, da Frank Sinatra e Elvis Presley a Amy Winehouse, da Audrey Hepburn, Brigitte Bardot a Nicole Kidman.

La sensibilità di essere per i suoi soggetti un osservatore riservato a la geniale perspicacia nel coordinare le PR gli ha permesso di interpretare il successo in tutti i suoi aspetti. L’uso della più leggera e maneggevole 35mm, una novità assoluta per l’epoca, lo ha aiutato a rendere il suo stile naturale e inconfondibile. I suoi scatti più spontanei sono spesso carpiti dietro le quinte in momenti confidenziali nei quali i soggetti si sentivano svincolati dai ruoli. O’Neill penetra nelle loro vite, vivendo con loro in piena sintonia con il clima rilassato e disinvolto dell’epoca.

Elvis Presley a Las Vegas, 1971
Elvis Presley a Las Vegas, 1971

Il lavoro di O’Neill si pone accanto a quello di Andy Warhol, le cui opere sono esposte contemporaneamente a quelle del fotografo, esasperato anche lui per le immagini e la fama. L’artista americano padre della Pop Art fin da bambino colleziona autografi di star, intuendo l’imperversare dell’ossessione dell’immagine. Affinità in loro due che si palesa fotografando entrambi, in maniera sorprendente, gli stessi divi leggendari come Elvis Presley ed Elizabeth Taylor, per citarne solo alcuni. Hanno scandagliato e magnificato la quintessenza di ciascuno dei loro soggetti esprimendone la grandiosità e consacrandoli a icone eterne.

Tra le innumerevoli celebrità finite nel corso dei decenni davanti all’obiettivo di O’Neill non sono mancati uomini di sport, come Muhammed Ali, politici importanti e persino membri della famiglia reale inglese. Le opere del fotografo, con mezzo secolo di scatti realizzati, offrono il vantaggio di sentire un intimo lavoro di introspezione, dovuto anche alla  complicità e all’amicizia con gli artisti.

Biglietto: intero € 14, ridotto € 12, bambini € 5

Il biglietto d’ingresso include sia la mostra di TERRY O’NEILL che di ANDY WARHOL

Info: +39 06 6786209
E-mail: info@fondazioneromamuseo.it
Sito ufficiale: http://www.mostraterryoneill.it

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