La Parigi della belle époque di Toulouse-Lautrec: poster e stampe

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Divano giapponese, 1893, (part)
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Museum of Modern Art – MoMA, New York

26 luglio 2014 – 1 Marzo 2015

[box type=”shadow” ]Lautrec è stato il più importante artista della Belle Epoque a Parigi; i suoi famosi manifesti, stampe e illustrazioni per giornali e riviste, sono capolavori d’arte e documenti di un’epoca. Conquistarono il pubblico d’allora che li amò e li collezionò, ha portato un linguaggio d’avanguardia ad un vasto pubblico nel tardo 19° secolo.[/box]

Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) ha chiaro fin da bambino che avrebbe fatto il pittore; la sua statura molto ridotta – dovuta a una duplice frattura alle gambe contratta tra il ’78 ed il ’79 – non gli consentì, d’altra parte, di pensare a un lavoro fisicamente impegnativo. Lasciata la monotonia della vita in famiglia nel sud della Francia, si trasferisce a Parigi, metropoli che nell’ultimo ventennio del XIX secolo, vive l’atmosfera gioiosa, entusiasmante ed eccessiva della Belle EpoqueMontmartre, quartiere degli artisti per eccellenza, vede la nascita e la diffusione di trasgressivi locali notturni, cafès e cabarets, rivelando il lato nascosto e torbido della rigida morale borghese dominante. La tipologia dei soggetti rappresentati è la più varia: ballerine, habituès dei cafès, borghesi goderecci, il popolo notturno, ma anche prostitute, personaggi dei caffè-concerto di Montmartre, delle sale da ballo, dei postriboli, del celebre Moulin Rouge, dei circhi, dei teatri, che rivivono in questa mostra: “La Parigi di Toulouse-Lautrec: Poster e stampe”.

Poster per il Cabaret Caudieux, 1883
Manifesto per il Cabaret Caudieux, 1883

Lautrec è stato l’aggancio culturale tra artisti, interpreti, autori, intellettuali, creando un ponte tra i bordelli e i saloni della società di quel tempo. La mostra presenta quasi esclusivamente la collezione stellare di Arte Moderna di manifesti, litografie, stampati e libri illustrati del Museo di New York. E’ il primo evento del MoMA in 30 anni dedicati esclusivamente a Tolouse Lautrec, e dispone di oltre 100 esempi delle opere più note create durante la sua pur breve carriera.

Organizzata tematicamente, la mostra analizza cinque temi che nell’insieme danno origine a un ritratto della Parigi di fine secolo. Una sezione dedicata al caffè-concerti e sale da ballo esamina l’ascesa della cultura della vita notturna in Francia attraverso la raffigurazione di luoghi famosi, tra cui il celebre Moulin Rouge. Un altro si concentra sulle attrici, cantanti, ballerine  che hanno eccitato la creatività dell’artista, come le sue muse, tra cui la cantante Yvette Guilbert, la ballerina Loie Fuller osannata da tutti e l’amica Jane Avril, protagonista del Can Can, un ballo molto in voga a quel tempo. Accattivanti immagini delle donne di Lautrec  sono in un terzo gruppo di opere che ha il suo punto di riferimento nel portafoglio della rivista Elles , raffigurante prostitute in tranquilli momenti di riposo.

Manifesto per la Rivista bianca, 1895
Manifesto per la Rivista bianca, 1895

Il ruolo di Lautrec nella comunità artistica di Parigi è esplorato in una quarta sezione dedicata al suo cerchio creativo, mettendo in evidenza i disegni per i fogli di canzoni per la musica popolare che ha inondato caffè-concerti di Parigi, programmi per le produzioni teatrali d’avanguardia che ha frequentato, e i suoi contributi a riviste e recensioni intellettuali. Una sezione finale esamina i piaceri della capitale, dalle corse dei cavalli a Longchamp e passeggiate sul Bois de Boulogne, alla nuova moda per il pattinaggio su ghiaccio e il fascino della cultura gastronomica di Parigi.

Circondato di amici – pittori, poeti e artisti della notte – Lautrec si dà alla bella vita e frequenta i celebri Moulin Rouge, Divan Japonais, Folies Bergère. All’inizio è quasi intimorito dalla cattiva reputazione di quell’ambiente, ma poi, grazie all’amicizia con lo showman Aristide Bruant, fondatore del Mirliton, proprio a Montmartre trova ispirazione preziosa per le sue ricerche d’artista, tramite nuove inquadrature, nuovi tagli delle scene, nuovi colori e giustapposizioni di colore. Evidenzia così nuove connessioni fra l’arte e la vita quotidiana affermandosi come una figura centrale nella società decadente che raffigura. Morì nel settembre del 1901, a soli trentasette anni.

Compagnia di M.lle Eglantine. Manifesto litografico, 1896
Compagnia di M.lle Eglantine. Manifesto litografico, 1896

“In tutto il mondo si conoscono le fotografie di quest’ometto deforme. Soltanto la testa e il tronco erano di proporzioni normali. La testa sembrava avvitata sopra le spalle molto cascanti. La barba lunga e nera faceva l’effetto d’uno strano ornamento. Gambe e braccia erano quelle di un bambino di sei anni. Ma in questo corpo deforme c’era una forza vitale enorme, quasi superata dallo spirito di Lautrec. Le sue risposte pronte – simili a quelle di un clown maligno – erano sconcertanti. La bocca di una animalesca sensualità, il modo di esprimersi ora incontrollato, ora estremamente arguto, ora del tutto anticonvenzionale…” (Henry van de Velde). L’evento è organizzato da Sarah Suzuki, Curatore Associato nel Dipartimento di Disegni e delle Stampe del MoMA. La mostra è sostenuta dal Fonfo MoMA.

 

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