Paolo Veronese a Padova. L’eredità di un Maestro immortale

0
Trasfigurazione (1555 - 56), part., olio su tela, cm. 555 x 260. Duomo di Montagnana, Padova
Facebook
Twitter
Google+
LinkedIn
Pinterest
StumbleUpon
+

Museo Civico agli Eremitani, Padova

dal 7 settembre 2014 al  11 gennaio 2015

[box type=”shadow” ]Quella di Paolo Veronese è stata una pittura incisiva di stupefacente immediatezza, un richiamo attrattivo sulla fantasia di intere generazioni d’artisti, ovunque egli abbia operato. La sua arte è stata per più di due secoli un simbolo, spiccando come campione di riferimento tra i massimi nell’ambito figurativo barocco in europa fin oltre il tardo settecento. [/box]

Il cromatismo nitido e proporzionato, la tavolozza ricca e scintillante, la temerarietà e grandiosità delle sue architetture “palladiane”, la sapiente inventiva iconografica pongono la sua statura tra i grandi di tutti i tempi. Così cita la lapide in sua memoria a  Venezia: “Paolo Veronese pittore sovrano di Venezia trionfante maestro immortale per mutare di secoli, dimorò lungamente in questa casa…”

La sorprendente familiarità che legò professionalmente Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588) a Padova, ebbe inizio a partire dalla metà degli anni ’50, soprattutto grazie alla lungimirante committenza dei benedettini, producendo nuova energia nello sviluppo figurativo della zona. Nella fase della prima maturità dell’artista, su commissione del Vescovo di Padova, Francesco Pisani, il Caliari realizzò la Trasfigurazione per l’altare del Duomo di Montagnana. Dello stesso periodo è anche  l’incantevole Martirio di Santa Giustina, con cui si apre l’esposizione agli Eremitani: il dipinto ha una particolare valenza storica, in quanto innesta il prolifico legame dell’artista con i benedettini.

La Trasfigurazione, 1555-56. Duomo di Montagnana, Padova
La Trasfigurazione, 1555-56. Pala d’altare. Duomo di Montagnana, Padova

“L’artista, la committenza e la sua fortuna” è il titolo della mostra che esibisce due rarità del massiccio lavoro veronesiano: la Crocefissione, la sua sola opera su pietra nera, e Maddalena con l’angelo, rimasta allo stato di abbozzo, testimonianza dell’evoluzione tecnica del Caliari degli ultimi anni. E ancora l’Ultima Cena, eseguita con gli aiuti della bottega e l’Ascensione di Cristo– identificata negli Undici Apostoli – che fu protagonista del furto della parte inferiore dell’opera raffigurante gli undici apostoli. Pietro Damini, stimato e attento interprete dello stile veronesiano, completò il dipinto nel 1625.

La Gloria d’Angeli, per l’Abbazia di Praglia, e poco dopo Il Martirio dei SS. Primo e Feliciano sono due grandi tele del 1562, situate nel presbiterio della chiesa abbaziale, ai lati dell’altare maggiore. Allo stesso periodo risalgono le pale del monastero benedettino di Polirone, a San Benedetto Po, e i celeberrimi affreschi di Villa Barbaro a Maser, uno dei cicli decorativi di spicco della pittura italiana del Cinquecento.

Attraverso un percorso tra le opere di eredi, emuli e interpreti del suo distintivo e unico stile pittorico tra il XVI e il  XVIII secolo, l’evento propone anche un’approfondita carrellata dell’eredità del Caliari. Dal fratello Benedetto e dei figli Carletto e Gabriele (gli Heredes Pauli, come spesso si firmarono), a Giovanni Battista Zelotti, Dario Varotari, Lodovico Pozzoserrato, Giovanni Battista Bissoni, Pietro Damini, e ancora, con Girolamo Pellegrini, Valentin Léfevre, Giovanni Antonio Fumiani: tutti con sommo riferimento all’opera ispiratrice del Veronese.

Martirio dei Santi Primo e Feliciano
Martirio dei Santi Primo e Feliciano, 1562. Abbazia di Praglia

La fortuna del Caliari viene testimoniata in mostra anche da un imponente nucleo di incisioni tratte dalle sue opere: carteggi che possiedono la firma di grandi incisori italiani e stranieri dal Cinquecento all’Ottocento, come Carracci, Lefévre, Cochin, Zanetti, Jackson, Monaco, e che spesso testimoniano l’unica certificazione iconografica esistente dei lavori smarriti o purtroppo distrutti.

L’evento – promosso dal Comune di Padova, Assessorato alla Cultura-Musei Civici e Biblioteche di Padova – con Mibact-Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, Ministero dell’Interno Fondo Edifici di Culto, Regione del Veneto, la collaborazione della Fondazione Antonveneta e il sostegno di Fischer Italia, Cassa di Risparmio del Veneto, Gruppo ICAT e SKIRA capofila ATI – prenderà l’avvio proprio dai capolavori di Paolo Veronese conservati a Padova, riuniti per l’occasione nelle sale dei Musei Civici agli Eremitani, con la sola eccezione dell’inamovibile Pala di Santa Giustina. Curatori sono Davide Banzato, Giovanna Baldissin Molli ed Elisabetta Gastaldi.

Paolo Veronese con Benedetto Caliari. L'ultima cena
Paolo Veronese e Benedetto Caliari. L’ultima cena, 1573. Arcidiocesi di Olomuc, Repubblica ceca

Esposte cinquanta tele e una quaranta stampe tratte dai lavori del pittore, provenienti da prestigiosissime istituzioni museali italiane (Uffizi di Firenze, Palazzo Rosso di Genova, Musei Vaticani di Roma, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Pinacoteca Estense di Modena, Pinacoteca di Brera di Milano) ed internazionali (Gemäldegalerie di Dresda, National Gallery of Scotland di Edinburgo, British Museum e National Gallery di Londra, J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Museo Nacional del Prado di Madrid, Metropolitan Museum of Art di New York, Musée du Louvre di Parigi, Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Art di Washington).

Orari di apertura: da martedì a domenica, 09-19, chiuso tutti i lunedì non festivi
Biglietti: intero € 10,00; ridotto € 8,00; ridotto speciale € 6,00 convenzionati; ridotto scuole € 5,00;
gratuito per bambini fino a cinque anni, possessori biglietto intero Cappella degli Scrovegni, Padovacard, Cartafamiglia, Musei Tutto l’anno.

Cinque mostre e 32 itinerari per celebrare Paolo Veronese; le esposizioni rientrano nel progetto unitario della regione Veneto dal titolo “Il Veneto di Paolo Veronese”. Gli eventi espositivi dedicati al grande pittore del Cinquecento nel Veneto prevedono agevolazioni reciproche: con il biglietto di una mostra, l’ingresso ridotto nelle altre.
Per l’occasione, torneranno in regione i capolavori che da secoli hanno lasciato questo territorio e l’itinerario si allargherà comprendendo non solo le mostre ma anche trentadue siti fra ville, chiese e palazzi.

Le altre Città Coinvolte

VERONA
Dal 5 luglio al 5 ottobre la mostra “L’illusione della Realtà” allestita al Gran Palazzo della Guardia vedrà esposte oltre 100 opere provenienti dai più prestigiosi musei italiani ed internazionali.

VICENZA
In parallelo alla mostra di Verona, Presso il Palladio Museum verranno riuniti per la prima volta dopo secoli quattro splendidi dipinti che costituivano un ciclo allegorico “Quattro Veronese venuti da lontano. Le Allegorie ritrovate”.

CASTELFRANCO VENETO
In concomitanza con l’esposizione di Padova, a Castelfranco al Museo Casa del Giorgione, sarà da ammirare la mostra “Veronese nelle Terre di Giorgione”.

BASSANO DEL GRAPPA
Infine a Bassano del Grappa in Palazzo Sturm si potrà vedere “Veronese inciso. Stampe da Veronese dal XVI al XIX secolo”.

 

Facebook
Twitter
Google+
LinkedIn
Pinterest
StumbleUpon
+