Roy Lichtenstein Opera Prima. La Pop Art a Torino in collaborazione con il MoMA

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Tazze e tazzine
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Galleria d’Arte Moderna di Torino – GAM

Dal 26 settembre 2014 al 25 gennaio 2015

[box type=”shadow” ]“In quasi mezzo secolo di carriera ho dipinto fumetti e puntini per soli due anni. Possibile che nessuno si sia mai accorto che ho fatto altro?” La prodigiosa e fantastica padronanza tecnica del geniale americano non è circoscritta soltanto all’arte pittorica ma si evidenzia in molte varianti artistiche tra cui smalti e ceramiche. Protagoniste dell’evento saranno anche tazze e tazzine del progetto Pop People [/box]

Roy Lichtenstein: opera prima. Vignette ricopiate in grandi dimensioni, ricchi ventagli cromatici irruenti e scintillanti, contorni di linee marcate e definite, insieme al puntinato Ben-Day Dots: queste le distinzioni stilistiche che hanno reso caratteristico e singolare l’opera di Roy Lichtenstein (1923-1997), artista tra i più celebri esponenti della Pop Art, il genio che ha traslocato la tecnica fumettistica del puntinato ad un compartimento più esclusivo ed aristocratico quale l’arte, creando così una spettacolare coesione tra il fumetto, l’arte popolare, e le esigenze degli intenditori. Le opere, 235, principalmente su carta, oltre metà delle quali mai viste in Italia, sono lavori che spaziano dagli Anni 40 al 1997, anno della sua  morte.

Ragazza con il nastro dei capelli (Studio), 1965 matita grafite e matita colorata su carta, cm. 14.3 x 14.6. Collezione privata
Ragazza con il nastro dei capelli (Studio), 1965 matita grafite e matita colorata su carta, cm. 14.3 x 14.6. Collezione privata

L’ idea di riprodurre su una tela un modulo della pagina di Topolino, conosciuto da milioni di lettori, ha sposato due interessi analoghi ma radicalmente opposti – il fumetto, che è appannaggio del popolo, e l’arte di nicchia, di elite. L’intuizione che gli ha fruttato l’immortalità. Lichtenstein non utilizzava tecniche meccaniche e i suoi famosi puntini erano dipinti uno ad uno. La mostra permette di ammirare i disegni e gli schizzi, che l’artista americano usava come base di partenza per i dipinti più grandi, che sono stati esposti in rare occasioni. Alcuni, come Drawing for Girl with Hair Ribbon del 1965, l’immagine scelta per la copertina del catalogo, sono stati staccati per la prima volta dalle pareti della camera da letto del collezionista parigino che ne è proprietario.

Esponente della tipica famiglia della borghesia newyorkese, la vita di Lichtenstein si svolge in maniera tranquilla, senza le eccentricità o i protagonismi di artisti quali Andy Warhol. Nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu chiamato alle armi e lavorò ai fumetti per il celebre periodico dell’esercito americano Stars and Stripes. Nel 1962 inizia l’ascesa di Lichtenstein  con una personale tenuta a New York presso il famoso gallerista Leo Castelli, stabilendo così la sua forte e indiscussa influenza nella Pop Art.

Look Mickey, 1961
Look Mickey, 1961

Siamo negli anni in cui il fenomeno del consumismo esplode a livelli mondiali. Le immagini di fumetti ingranditi proposte da Lichtenstein sembrano rispecchiare in pieno il sogno di circondarsi di immagini nuove e prive di angosce esistenziali. Una delle opere che lo rese più celebre – e che rimase poi tra le sue più conosciute – fu Look Mickey del 1961, considerata la prima in cui Lichtenstein si ispirò direttamente a un fumetto (preso da un libro per bambini uscito l’anno prima).

Riuscire a contaminare l’arte alta con quella popolare è il suo vero miracolo. Sono fumetti, è vero, immagini mai banali, ma realizzati con la visione evolutiva dell’artista. Nel corso degli anni, realizzando continuamente immagini come fossero fumetti, egli rivisita tutti i grandi artisti e gli stili esplosi nel corso del Novecento, dal cubismo al futurismo, dall’espressionismo all’action painting. La contaminazione tra pitturapubblicità e fumetti crea un dialogo originale che, negli ultimi anni, coinvolge anche la scultura. La sua arte, prodotta fino alla metà degli anni Novanta, rimane come una delle espressioni più originali della cultura americana del secondo dopoguerra.

Von Karp, 1963. Collezione privata
Von Karp, 1963. Collezione privata

L’evento è frutto della stretta collaborazione con l’Estate e la Roy Lichtenstein Foundation, oltre a importanti prestiti provenienti da prestigiosi musei internazionali come la National Gallery di Washington, il Museum of Modern Art e il Whitney Museum di New York, l’Art Institute di Chicago e da collezioni pubbliche e private europee e italiane. La mostra è prodotta congiuntamente da Fondazione Torino Musei e Skira editore. La mostra torinese, a cura di Danilo Eccher, direttore GAM, presenta la parte più intima e privata del lavoro di Roy Lichtenstein. L’esposizione si focalizza, infatti, sulle Prime Idee, ossia le idee primigenie, fonte di ispirazione di opere che in un secondo tempo sono divenute i grandi capolavori conosciuti nel mondo.

Il catalogo raccoglie importanti saggi critici a cura di Danilo Eccher, Andrea C. Theil (Manager del Catalogo Ragionato Roy Lichtenstein Foundation), Bernice Rose (già curatore presso Il Department of Drawings del Museum of Modern Art, New York e attualmente Direttore di The Menil Collection’s New Drawing Center and Study Center), Thomas Zacharias (già professore alla Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, critico, storico dell’arte e studioso delle opere su carta di Roy Lichtenstein). Dorothy Lichtenstein (Presidente) e Jack Cowart (Direttore esecutivo) della Roy Lichtenstein Foundation contribuiscono con preziose testimonianze sul lavoro del grande artista.

 

Orari
Lunedì chiuso
Da Martedì a Domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Giovedì dalle ore 10.00 alle ore 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima

Orari festività
Sabato 1 novembre: 10.00-18.00
Lunedì 8 dicembre: 10.00-18.00
Mercoledì 24 e Mercoledì 31 dicembre: 10.00-14.00
Giovedì 25 dicembre: chiuso
Venerdì 26 dicembre: 10.00-18.00
Giovedì 1° gennaio: 14.00-22.30
Martedì 6 gennaio: 10.00-18.00

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