Max Klinger: sogni e simboli di un incisore della mitteleuropa

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Max Klinger. Il Bacio, (dettaglio)
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Sesto Fiorentino – Firenze

Dal 30 novembre 2014 al 18 gennaio 2015

[box type=”shadow” ]”Pittore, scultore, acquafortista, filosofo, scrittore, musico, poeta, è stato l’artista moderno per eccellenza” scrisse di lui il suo primo grande ammiratore italiano Giorgio de Chirico..[/box]

Il ventesimo secolo non ha celebrato la fama che Klinger meritava, anche se artisti come Max Ernst e Käthe Kollwitz, da Munch a Salvador Dalì, da Giorgio de Chirico stesso a suo fratello Alberto Savinio abbiano individuato in lui un grande maestro. Da un lato il moderno mondo tedesco e, dall’altro, quello antico greco-romano, che si riversano nella creatività amplissima dei suoi lavori, concependo un un metodo di recepire l’arte come l’incarnazione tra musica, letteratura, filosofia e mito. Due differenti filoni culturali riassunti nelle sue opere preannunciano che Max Klinger era tra gli artisti più geniali della stagione simbolista.

Max Klinger, dalla serie "Un guanto", 1881. Opus VI, foglio 2
Max Klinger, dalla serie “Un guanto”, 1881. Opus VI, foglio 2

Un piano di lavoro curato da Emanuele Bardazzi, Giulia Ballerini e M. Donata Spadolini, che presenta oltre 300 opere di Klinger. Da Eva e il futuro a Un guanto, da Della morte parte prima (Vom Tode I) alla Brahmsphantasie, oltre ad ulteriori opere tra cui la celebre Isola dei morti dal dipinto omonimo di Arnold Böcklin: queste le opere del maestro tedesco dell’incisione. Un evento carico di intensità, dove il culto della bellezza e del corpo si aggrovigliano alla veemenza prorompente di Eros e Thanatos. I riti sfrenati del Faust di Goethe coabitano con il mito omerico.

Max Klinger è stato un artista enciclopedico, che ha esternato la sua genialità tra disegno e incisione, pittura e scultura. Dopo gli studi all’Accademia di Berlino nel 1877, si impegnò soprattutto sui disegni a penna e inchiostro di china e lo studio delle tecniche grafiche. L’amicizia con il già famoso Arnold Böcklin e un concatenarsi di eventi importanti nella sua vita, lo indirizzarono a estrinsecare il suo incomparabile stile. Dai viaggi in Grecia e in Italia, dalla Sicilia ai marmi di Carrara, per completare la sua esplorazione a Firenze dove acquistò Villa Romana nel 1905, istituendovi l’assegnazione di un premio speciale per giovani artisti tedeschi.

Max Klinger. I cigni
Max Klinger. I cigni

Klinger durante la sua vita conquistò fama internazionale, ma dopo la morte nel 1920, ogni sua opera fu giudicata antiquata da quasi tutti i suoi contemporanei, sprofondando nell’oblio. Solo dopo la metà del XX secolo, nel cinquantesimo anniversario della morte dell’artista, durante la grande esposizione organizzata a Lipsia nel 1970, l’opera di Max Klinger riconquistò il podio strameritato del riscoperto interesse sia a livello di pubblico che artistico.

Klinger si dedicò sia alla pittura, scultura e disegno ma la sua vera indole creativa si manifestò nell’incisione; artista prolifico e tecnicamente ingegnoso, esperto nel conseguire risultati mai esplorati in precedenza; nelle tele pittoriche rappresentò una pluralità di modelli, simboli, contenuti religiosi e filosofici; nella scultura risvegliò l’impeto della classicità rinascimentale.

Spettatore diligente delle mode, ispirazioni culturali e sociali del suo tempo, pur con un occhio orientato al passato, ha saputo vagliare e pronosticare le future regole stilistiche delle arti visive in Europa. Il trattato Malerei und Zeichnung (Pittura e disegno) pubblicato a Lipsia nel 1891 esprime l’universo simbolico, chimerico e la poesia di Klinger, tracciando le linee per la futura generazione di artisti che sposarono elementi della classicità con quelli gotici, il mito e la modernità nei loro lavori.

Max Klinger. Amore e Psyche
Max Klinger. Amore e Psyche

Partecipano con le loro incisioni anche altri artisti tedeschi che optarono per  l’Italia come scopo dei loro viaggi o perfino la scelsero come seconda patria: Karl Stauffer-Bern, Otto Greiner, Sigmund Lipinsky, Sascha Schneider, Max Roeder, Bruno Héroux, Joseph Uhl, Ernst Moritz Geyger, Fritz Boehle, Heinrich Vogeler, Paul Hermann, Richard Müller, Willi Geiger, gli austriaci Rudolf Jettmar e Alois Kolb, gli svizzeri Albert Welti e Fritz Pauli, la svedese Tyra Kleen, e ancora Franz von Stuck e Käthe Kollwitz.

La parte tecnica e logistica è curata da Francesco Mariani, responsabile del Gruppo “La Soffitta” e Presidente del Circolo Arci CDP di Colonnata (Sesto Fiorentino). L’evento è corredato da un catalogo edito da Polistampa Edizioni – Firenze.
La manifestazione beneficia del sostegno di numerosi sponsor che hanno aderito con generosità all”iniziativa.

Centro Espositivo Antonio Berti
Via Bernini, 57 – Sesto Fiorentino
Orario:Dal lunedì al sabato dalle ore 16.00 alle 19.30
Domenica dalle 10,00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30

La Soffitta Spazio delle Arti
Piazza Rapisardi, 6 – Colonnata (Sesto Fiorentino)
Orario: Dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle 19.30
Domenica dalle 10,00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30
Per informazioni
335 6136979 – gcarteviva8@gmail.com – www.lasoffitta.net

Ingresso gratuito

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