Cronache americane. Norman Rockwell, artista delle genti

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Triplo autoritratto. Copertina illustrata per The Saturday Evening Post, 1960, olio su tela
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Palazzo Sciarra – Fondazione Roma Museo

dall’11 novembre 2014 all’8 febbraio 2015

[box type=”shadow” ]La raccolta integrale delle  323 copertine  originali del noto magazine “The Saturday Evening Post ” sono presentate per la prima volta in Italia, oltre a cento dipinti, documenti e fotografie dell’artista americano Norman Rockwell. [/box]

No swimming, 1921
No swimming, 1921

Pittore e illustratore americano, Norman Percevel Rockwell (1894-1978) è molto famoso negli Stati Uniti per le tavole che rappresentano scene di vita quotidiana, poichè descrivono con cura la cultura americana, la rappresentazione dell’infanzia. Contemplare le sue opere equivale a immergervisi dentro, sono dirette al cuore più che alla mente; dagli anni Dieci agli anni Settanta hanno tratteggiato i sogni, le speranze e gli ideali, ispirando  atteggiamenti e modo di pensare degli americani del XX secolo.

Nativo di New York, Rockwell ha sempre anteposto la campagna e i minuscoli paesi alla gigantesca metropoli che gli aveva dato i natali. La famiglia americana, con le sue soddisfazioni e le sue impercettibili vittorie, trionfa contro quel mondo melenso. Uno scrupoloso e allo stesso tempo sfumato realismo, ha caratterizzato il suo stile unico, creando un chimerico mondo di colori non dissonanti ma intonati; scene dal distinto taglio fotografico, ispirate da protagonisti che riportano al cinema di Frank Capra o i fumetti di Walt Disney.

The problem we all live with, 1935
The problem we all live with, 1935

Le opere di Rockwell sono come delle finestre dischiuse sull’old style americano, dove lo stesso artista gioca a protendersi per esplorare, specchiarsi o genuinamente svagarsi con il piglio di un monello: non sono soltanto semplici illustrazioni, bensì quadretti familiari e intimistici che trasfondono fiducia, che rivelano esaurientemente il mondo che li circoscrive. Tra fotografia e disegno faceva scaturire la magia dell’equilibrio, riuscendo a compendiare un’intero racconto in un unico fotogramma. Per tale accorgimento non stupisce che i maggiori e più famosi collezionisti di Rockwell siano stelle di Hollywood come Steven Spielberg e George Lucas.

Nei disegni del suo Novecento americano spicca il positivismo, i suoi sono personaggi rassicuranti, ottimisti ed entusiasti. In Rockwell, l’analisi della vita reale genera pittura e storia parallelamente; la storia dell’american dream, che travalica ben oltre gli States. L’artista intercala la leggereza di un fanciullo che scappa per una birichinata come in No swimming, alla bambina afroamericana che è scortata a scuola per usufruire del suo inalienabile diritto all’istruzione,  The problem we all live with, tavola allegorica del dramma dell’apartheid. Il tema dei diritti civili e del razzismo negli anni ’60 sarà una priorità per Rockwell.

Runaway, 1958
Runaway, 1958

Per la prima volta in Italia, la mostra ripercorre l’opera di uno dei più acuti osservatori della società americana. Una retrospettiva sul percorso creativo di Norman Rockwell che con il suo talento ha illustrato la storia di un’America da lui stesso sognata. L’American Way of Life, i suoi personaggi e vicende; dall’orgoglio nazionale al dramma del razzismo; l’amore per l’arte e per il disegno.

Fondazione Roma Museo–Palazzo Sciarra presenta la mostra American Chronicles: the Art of Norman Rockwell, curata da Stephanie Plunkett (Chief Curator del Norman Rockwell Museum) e Danilo Eccher (Direttore della GAM di Torino). La mostra è promossa dalla Fondazione Roma, organizzata dal Norman Rockwell Museum di Stockbridge, Massachusetts, e dalla Fondazione Roma–Arte–Musei, in collaborazione con La Fondazione NY e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma.

Consigliata anche e soprattutto per i bambini.

INFO UTILI:

Con la mostra su Norma Rockwell, Fondazione Roma Museo dedica sempre più attenzione ai bambini, con tanti servizi pensati per i più piccoli e i loro genitori.
La mostra American Chronicles: The Art of Norman Rockwell apre le porte a mamme e papà desiderosi di visitare con i loro figli la straordinaria esposizione di dipinti, illustrazioni, documenti e filmati, dell’artista americano. Fondazione Roma Museo ha reso infatti più funzionali i suoi spazi, accogliendo passeggini e predisponendo un’area per il cambio dei bambini, dove le mamma e papà possono trovare, accanto ai bagni, un morbido fasciatoio con tutti i supporti necessari, una lampada per mantener l’ambiente sempre caldo e una simpatica giostra.
Presso la caffetteria del museo ogni domenica ci sarà un Menù bimbi ispirato ai temi della mostra e per questa occasione non poteva mancare un Baby brunch (solo per i più piccoli a € 5.00).

I Servizi:

Entrata al museo con passeggino.
Sconto bimbi (i bambini fino a 6 anni non pagano e i bambini dai 6 anni che partecipano alle attività per famiglie e ai laboratori hanno diritto a un ridotto speciale € 5.00).
Attività ludico – didattiche per tutta la famiglia (i bambini dai 4 ai 6 anni possono partecipare alle attività pensate per le famiglie e i bambini dai 6 ai 12 anni ai laboratori creativi ispirati a Norman Rockwell durante il periodo di Natale).
Fasciatoio; Scalda biberon; Seggiolone; Menù bimbi – Baby brunch (solo la domenica dalle 12,00 alle 15,00)

Fondazione Roma Museo – Palazzo Sciarra, Via Marco Minghetti, 22 – 00187 Roma (angolo Via del Corso)
T. 06.697645599 – T. 06.22761260

Lunedì ore 15.00 > 20.00. Dal martedì al giovedì e domenica ore 10.00 > 20.00. venerdì e sabato 10.00 > 21.00
La biglietteria chiude un’ora prima

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