Renato Guttuso provocatorio a Londra: Painter of Modern Life

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L’eroina garibaldina. Partigiana assassinata, 1954 (dettaglio)
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Estorick Collection of Modern italian Art, Londra

fino al 4 aprile 2015

La prestigiosa “Estorick Collection ” (fondata dal sociologo americano Eric Estorick), celebra il genio siciliano esponendo le proprie tele: una importante mostra di eccellente levatura è dedicata all’artista dall’unica galleria permanente d’arte italiana a Londra. Organizzata in collaborazione con la Galleria d’Arte Maggiore di Bologna, “Renato Guttuso: pittore della vita moderna” è il primo enorme evento in Inghilterra, dopo quasi venti anni, che si polarizza sul vissuto creativo di questo straordinario artista, proponendo agli inglesi un’occasione allettante per approfondire l’imponente lavoro di una personalità primaria dell’arte moderna italiana.

Paesagio con amanti, n. d. Pastello su carta, cm. 48.5 x 68. Estorick Collection, London
Paesagio con amanti, n. d. Pastello su carta, cm. 48.5 x 68. Estorick Collection, London

Renato Guttuso (1911-1987) ha usato l’arte come strumento di denuncia sociale rifiutando i canoni accademici per seguire un nuovo movimento artistico che puntava ad atteggiamenti liberi e aperte sperimentazioni, inserendo corpi arditi nello spazio e scandagliando nelle infinite gamme del colore. Nasce in Sicilia da una famiglia di contadini che patisce problemi economici durante il fascismo. A Milano approfondisce la tendenza di “arte sociale”. Nel dopoguerra è paladino di questo periodo esagitato, caratterizzato da una forte militanza politica, testimoniando la volubilità della società di quel momento, ma anche il fervore del popolo del sud e della gente di Bagheria, suo paese natale.

Risoluti contorni e una vibrante personalissima tavolozza sono i primi attori in tutti i temi trattati. Lo storico dell’arte Maurizio Calvesi così descrive i colori vigorosi della Sicilia di Guttuso: ” come il fuoco dell’Etna, come il turchese del Mar Tirreno, come il verde delle lucertole e la vegetazione contorta [e] come il giallo delle arance e lo zolfo “.

Morte di un eroe, 1953, olio su tela, cm. 88 x 110. Estorick Collection, London
Morte di un eroe, 1953, olio su tela, cm. 88 x 110. Estorick Collection, London

Schierandosi contro la pittura astratta e il naturalismo sostenuto dall’establishment culturale del fascismo, Guttuso ha sviluppato e forgiato uno stile che avrebbe influenzato l’arte italiana negli anni del dopoguerra. Nella realizzazione di opere di protesta e di risentimento morale, l’artista siciliano è stato fortemente suggestionato da Picasso, punto di orientamento estetico per tutta la carriera, col suo capolavoro lancinante Guernica.  

Morte di un eroe, Comizio di quartiere, sono alcune delle preziose tele esposte, e, a fianco a queste opere politicizzate, Guttuso ha continuato a creare quadri che celebrano il paesaggio e la gente del sud Italia, come Case tra gli alberiPaesaggio con amanti, Angurie. Ne consegue, come un inatteso regalo, una fantastica promozione per le bellezze della Sicilia: il quotidiano The Guardian menziona l’evento qualificando Guttuso “sorprendente”. Il critico d’arte Jonathan Jones firma l’articolo e riporta il background comunista nella Roma del tempo, evidenzia le satire nei quadri, dice dell’artista “il pittore comunista che amava Marilyn Monroe” facendo riferimenti al cinema neorealista di Rossellini e Visconti.

Case di Palermo, circa 1976, olio su tela, cm. 50 x 70. Renato Guttuso. Tetti di Roma, c. 1973, olio su tela, cm. 70 x 85. Credits: Courtesy Galleria d'Arte Maggiore, Bologna
Case di Palermo, circa 1976, olio su tela, cm. 50 x 70. Renato Guttuso. Tetti di Roma, c. 1973, olio su tela, cm. 70 x 85. Credits: Courtesy Galleria d’Arte Maggiore, Bologna

A completare l’esposizione, anche i disegni dell’artista inglese Peter de Francia, amico di Guttuso, durante il periodo del dopoguerra. “Il più europeo degli artisti britannici” condivise con il pittore siciliano anche lo stesso studio quando entrambi vivevano a Roma. A dirla tutta, sono i suoi disegni ad impressionare maggiormente il giornalista freelance John Evans: “mi ha colpito la brillantezza dei colori presenti nei bel quadri di Guttuso” – dice il critico inglese.

Nessuna personalità o rappresentante del Comune di Bagheria era presente all’inaugurazione della mostra; neanche il figlio dell’artista, Fabio Carapezza Guttuso. L’unico bagherese presente all’inaugurazione è la socialmedia manager Antonella Sciortino, da anni nella capitale inglese: “La cultura attrae investimenti e qui lo sanno bene, sono lungimiranti. Questo è un posto vivace, c’è più consapevolezza”. Il prezzo d’ingresso è contenuto, appena 5 sterline, anche se si chiedono ai visitatori donazioni e supporto. In programma c’è anche un ricco calendario di eventi a tema, con dibattiti con docenti universitari, approfondimenti storici ed attività pratiche per capire meglio l’opera dell’artista siciliano.

 

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