La Boheme Parigina vissuta con l’anima di Modigliani

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Amedeo Modigliani. Nudo sdraiato, 1917. Olio su tela, cm. 100 x 65. Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
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Gam, Galleria d’Arte Moderna, Torino

fino  al 12 luglio 2015

[box type=”shadow” ]“Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi”. A. Modigliani. “Perdoniamo – post mortem – agli artisti stravaganze e immoralità perché sono esseri di eccezione, di specie umana diversa” (Jeanne Modigliani in “Modigliani, mio padre” – edizioni Abscondita. Carte d’artisti). [/box]

Al Principe di Monparnasse la GAM di Torino dedica la mostra “Modigliani e la Bohème di Parigi”, Circa 90 le opere, tra cui sessanta capolavori fortemente voluti dal curatore Jean-Michel Bouhours, in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne-Centre Pompidou e da importanti collezioni pubbliche e private d’Europa, che comprovano l’impeto creativo di quel periodo. Incantevoli ritratti di amanti, amici e mercanti, assieme a disegni e sculture, con la notevole presenza della celebre Ragazza Rossa, già della collezione GAM. Una suprema sintesi dove si può cogliere l’arcinoto “Stile Modigliani”.

Amedeo Modigliani. La ragazza rossa (Testa di donna dai capelli rossi), 1915
Amedeo Modigliani. La ragazza rossa (Testa di donna dai capelli rossi), 1915

Questo “superuomo”, come era stato soprannominato Modigliani dal suo maestro Micheli (allievo di Giovanni Fattori), per la vicinanza alla filosofia di Nietsche, nasce a Livorno, frequenta prima l’Accademia d’Arte di Firenze e poi di Venezia: qui si iniziò all’arte francese ed impressionista elaborando il desiderio di esprimersi con la scultura.

Agli albori del XX secolo Parigi, città multietnica e poliglotta, vive un’epoca sfolgorante: tendenze, costumi e correnti varie, spuntano e tramontano in un lampo. Amedeo Modigliani (1884-1921 ) di famiglia ebraica, minato dalla tubercolosi dall’infanzia, vincola la sua storia proprio a questa città, dove arriva nel 1906; prima a Montmartre, poi a Montparnasse. Una vita tormentata:
fu rinvenuto una mattina all’alba, accasciato su una strada di Montmartre, ebbro di vino. Sì, era proprio lui, Amedeo Modigliani.

Non avrebbe certo più smesso di bere, ma è anche certo che non avrebbe più cessato di dipingere, con la passione e il furore di chi non può perdere tempo. Così è nato il protagonista mitizzato Modì, una vita libertina, perfetta incarnazione del romantico, eroe maledetto che tutto ha dissipato; vengono alla luce così i i suoi espressivi ritratti, spiccano così le sue sensuali donne dal collo troppo lungo, piene di splendore, di cui lui non voleva mostrare il corpo, ma l’anima.

 Amedeo Modigliani. Nudo sdraiato 1918-1919. Olio su tela. Acquisto alla Marlborough Gallery
Amedeo Modigliani. Nudo sdraiato 1918-1919. Olio su tela. Acquisto alla Marlborough Gallery

Introverso e intrattabile, riservatezza intervallata a improvvisi scatti di rabbia, lavoro tormentoso, l’incomunicabilità con i mercanti e una vita da clochard in perenne ricerca di vitto e alloggio, lo inabissano in un isolamento aggrovigliato da paranoie di cui si nutre la sua arte. Ma il medico Paul Alexandre crede in lui e lo indirizza nel mondo artistico parigino; il poeta polacco Léopold Zborowski lo incoraggia, sponsorizza e organizza la prima mostra il 3 dicembre 1917 alla Gallerie Berthe Weil. Modigliani ebbe diverse complicazioni con il capo della polizia di Parigi per i suoi “Nudi distesi”. Destarono uno scandalo clamoroso, nessuno li comprò e fu costretto a chiudere la mostra poche ore dopo l’inaugurazione.

Amedeo Modigliani. Ritratto di Dèdie, 1918. © Centre Pompidou
Amedeo Modigliani. Ritratto di Dèdie, 1918. © Centre Pompidou

L’artista e l’umore culturale dell’École de Paris sono descritti in cinque sezioni. Nella prima sezione, quella dei ritratti, le opere di Modigliani (tra cui  Jeanne Hébuterne, Ritratto di Soutine, Il giovane ragazzo rosso) coabitano con quelle di Andrè Derain e Giovanni Fattori, mentre nella seconda è protagonista la scultura, quella vera, con alcuni capolavori. Pezzi meravigliosi di Constantin Brancusi, il grande scultore nel cui atelier Modigliani imparò l’arte del maestro e l’interesse per le curve ampie e armoniose delle forme anatomiche come la Principessa X, interpretata da Brancusi con una forma simile ad un fallo votivo e Mademoiselle Pogany III che quasi dialoga con le due teste dalle forme allungate, con occhi senza pupille, ispirate all’arte oceanica e africana, scolpite nella pietra da Modì.

La bohème parigina vera e propria, gli artisti che si incontravano nei café, nei bordelli sono messi in scena nella terza sezione, con opere di Chaim Soutine, un dipinto di Marc Chagall e due paesaggi di Maurice Utrillo, accanto a dipinti di altri protagonisti del fecondo ambiente parigino dell’epoca. Il cubismo  spadroneggia nella quarta sezione con alcune opere di Gino Severini, Pablo Picasso, Juan Gris, Louis Marcoussis e Léopold Survage. Conclude l’iter espositivo la sezione intitolata “Il nuovo umanesimo della scuola di Parigi”,  con l’affascinante Ritratto di Dédie, spalleggiato dalle magnifiche tele di Marc Chagall, Max Jacob, Sonia Delaunay e Susanne Valadon.

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