La passione di Cristo nella “Via Crucis” di Botero

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Sepoltura di Cristo, 2010 (dettaglio)
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Palazzo Reale, Palermo

fino al 21 giugno 2015

Tutta la Sicilia accoglie la Via Crucis di Fernando Botero (1932), un messaggio allegorico e graffiante strumento per mettere a nudo la sofferenza patita dalla nostra collettività. Nobile prototipo di arte quella di Botero per raccontare un momento storico e immortalare suggestioni e consapevolezza per le discendenze future. 27 dipinti ad olio e 34 disegni, inizialmente donati dall’artista al Museo di Medellin, sua città natale, dopo essere stati esposti a New York, la stessa Medellin, Lisbona e Panama, farà tappa nell’isola siciliana nelle sale di Duca di Montalto di Palazzo Reale a Palermo con “VIA CRUCIS la pasión de Cristo”.

Gesù cade per la prima volta. 2011
Gesù cade per la prima volta. 2011

Grande affinità tra i tormenti della passione e gli umori della terra siciliana, tra i percorsi dolorosi della decadenza e il risveglio di un’isola che vive da secoli una battaglia per affermare una cultura millenaria, ora con ironia rinascimentale, ora con pathos malcelato dai colori. Allegoria della cristianità, la mostra è “l’interpretazione -come scrive il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone – di uno tra i racconti più intensi della cristianità alla quale più artisti, soprattutto tra Medioevo e Rinascimento, dedicarono opere divenute famosissime. Botero, ispirato dalla conoscenza dei grandi maestri del passato, riesce a narrare un evento legato alla vita e alla morte di Cristo, mettendone in evidenza il dramma ed il lato umano più che quello divino: rende così attuale il tema della sofferenza nella società contemporanea”.

Nell’imponente impegno della Via Crucis possiamo confrontare la sincronia delle peculiarità di Botero, l’esaltazione dei volumi e delle forme nei suoi personaggi dipinti con campiture pressoché piatte e sprovvisti di contorni ben marcati; significativa rivelazione di un profondo e sofferto disagio, palese manifestazione del tragico. Tragicità che ritroviamo nella forma rievocativa, ma che manifesta particolarmente l’input mistico dell’artista che si indirizza all’arte pittorica come estrema esigenza spirituale per approfondire e incrementare  un persistente anelito verso la tela perfetta.

La svestizione di Cristo, 2011
La svestizione di Cristo, 2011

L’arte di Botero ha sempre attinto dai soggetti del passato, essendo acuto spettatore ed ammiratore di antichi maestri, Van Eyck e gli ingenui italiani della prima metà del ‘400, come pure i grandi artisti del primo Rinascimento del nord europa. Essi miravano a riprodurre la storia di Cristo con uno stile sentimentale e realistico, mentre Botero adopera con ricercatezza il suo personalissimo linguaggio, traducendo questo tema in una odierna e valorosa “apoteosi di passione civile”, ritraendo la crocifissione di Cristo e la sua fustigazione ad opera di soldati colombiani, con Manhattan sullo sfondo.

I quadri di Fernando Botero con le rotonde forme extra-large, il trascendere nell’illusorietà propagano intensi turbamenti, naturale conseguenza di una evoluzione creativa profondamente travagliata. E’ lo stesso Botero, in conclusione, ad illuminarci parafrasando Francis Bacon che” Non esiste bellezza eccellente che non abbia qualche stranezza nelle proporzioni”, e come non può essere vissuta la passione, anche se tragica, senza una continua e incessante sperimentazione.

La Pietà, La Discesa della Croce, Ecce Homo e Il bacio di Giuda, questi i titoli di alcune delle opere. Pathos, forte trepidazione: queste le sensazioni emanate dall’impiego sbalorditivo dei cromatismi che si raccordano puntualmente con gli avvenimenti esposti della Passione di Cristo.

La via dei lamenti
La via dei lamenti

“Ho fatto queste opere – spiega l’artista colombiano – perché è un momento fondamentale della vita di Gesù e perché è un argomento che è andato scomparendo poco a poco nella storia della pittura: non ci sono elementi satirici in questo lavoro che è pervaso di grande rispetto. Ho voluto presentare il dramma di Cristo come se fosse vissuto da un essere umano. L’unica allusione alla divinità di Cristo è rappresentata nell’opera Sepoltura in cui appare un angelo che vola sopra la scena”.

Enti promotori: Assemblea regionale siciliana, Fondazione Federico II, Museo colombiano di Antioquia
Biglietti: Cappella Palatina e Appartamenti Reali + Mostra intero 12 €, ridotto 10 €. Cappella Palatina + Mostra intero 10 €, ridotto 8 €. Gratuito under 13. I visitatori di età pari o superiore a 65 anni, pagheranno tutti i giorni un ingresso ridotto di € 5,00 a persona.
Info: +39 091 6262833
Link: http://www.boteropalermo.it

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