Street Art: dai movimenti di protesta ai giorni d’oggi

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Keith Haring disegna nella metro di Parigi
Keith Haring disegna nella metro di Parigi
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La Street Art ha avuto, negli ultimi 10 anni, un forte impulso di crescita a livello internazionale ed ha riconosciuto un progressivo interesse da parte dei cittadini.

Allo stesso tempo la Street Art ha conosciuto nel tempo importanti evoluzioni..

Dai graffiti alla Street Art

Kilroy Was Here – Washington DC – WWII Memorial

C’è chi tende a datarne l’origine addirittura nella seconda guerra mondiale, quando l’espressione “Kilroy was here” divenne popolare, associandolo ad un graffito rappresentante un pupazzo che allunga il naso oltre un muro, aggrappandosi con entrambe le mani. “Mr. Chad“, questo il suo nome, veniva disegnato dai soldati americani sui muri dei posti dove si fermavano, si accampavano o visitavano. Ancora oggi è un soggetto molto apprezzato e visibile in posti storici o difficilmente raggiungibili, in alcuni film e romanzi.

Ciò che noi oggi definiamo come street art moderna ha origine nel boom del graffitismo nella New York tra gli anni ’60 e ’70, che ebbe il suo picco all’avvento dello spray negli anni ’80, in particolare nel Bronx.

Si passò gradualmente dalle forme testuali a street art visiva e concettuale. Furono gli anni di Richard Hambleton e le sue ombre che proliferavano nei vicoli scuri di New York. Keith Haring con i suoi disegni in gesso sui pannelli pubblicitari della metropolitana. Jean-Michel Basquiat, che associava intriganti frasi al suo tag SAMO. Furono anche gli anni in cui nascevano i primi stencil e iniziavano ad essere affissi migliaia di poster per la promozione di band ed eventi.

Dalla Grande Mela il fenomeno socio-culturale del graffitismo si è rapidamente diffuso in tutto il mondo. Nonostante le tecniche ed i mezzi utilizzati siano molto eterogenei, e tali sono anche le sub-culture di riferimento (una fra tutte la cultura Hip-Hop), alcuni elementi sono identificabili come elementi di coesione. Il muro diventa infatti il mezzo attraverso il quale l’artista può comunicare direttamente alla gente comune temi di rilevanza sociale. Sulla scia di una forte corrente di attivismo e sovversione, la street art viene vista come una potente forma di espressione politica dal basso per gli oppressi o persone con poche risorse per creare il cambiamento.

Un esempio eclatante è stato il muro di Berlino, preso di mira da streetartisti fra il 1961 e il 1989.

Torre di guardia - Muro di Berlino, Kreuzberg - Marzo 1986
Torre di guardia – Muro di Berlino, Kreuzberg – Marzo 1986

Arrivando agli anni 2000 l’arte di strada ottiene rilevanza assoluta nelle arti visive a tal punto da influenzare la grafica pubblicitaria e il marketing. A partire dalla Parigi dei vari Stak, Andrè e Honet e le scuole di Milano (Bros, Ozmo, Pao), Bologna (Blu, Ericalcane, Eron) e Roma (Sten & Lex). Per arrivare all’Inghilterra di Bansky: grafica immediata, concettuale, contestualizzata, che propone tematiche di libertà d’espressione, pacifismo morale, antiproibizionismo e il rispetto della libertà sessuale e di conoscenza.

Arrivando al giorno d’oggi il movimento si è fatto globale. L’artista di strada è diventato itinerante, viaggia alla ricerca di nuove realtà, per incontrare nuove culture ed altra gente.

Oggi vediamo opere di un artista da un capo all’altro del globo ed assistiamo alla nascita di un nuova generazione di pubblico, giovane e dinamico che grazie alle nuove tecnologie e l’avvento dei social, pubblicano, condividono, diffondono le immagini delle opere, destinate così a non essere più estemporanee: resteranno per sempre nella memoria del web.

 

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