L’esuberante primavera di Van Gogh al MET di New York

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Van Gogh. Iris, (dettaglio)
Iris, (dettaglio)
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Metropolitan Museum of Art, MET, New York City

dal 12 maggio al 16 agosto 2015

Esplode la primavera di maggio al MET di New York, uno dei più grandi musei d’arte del mondo. Un must-see per tutti gli ammiratori dell’artista olandese. Un divino flashback nel tempo. “Vincent Van Gogh: Irises e Roses”, quattro dipinti che facevano parte di una serie floreale che non sono mai state esposte insieme. Iris e Rose del MET mostrati a fianco dei loro omologhi per lungo tempo separati: Iris dal Van Gogh Museum di Amsterdam e Rose dalla National Gallery of Art di Washington, DC.

Van Gogh e il fratello Theo

Vincent van Gogh (1853-1890) ha lavorato con esaltazione incessante sulla serie di Iris e Rose al manicomio di Saint-Rémy, dove si era rifugiato per una  forma di epilessia. Lì, nell’ultimo anno prima della sua morte, ha creato quasi 130 tele. Van Gogh si dedicò al soggetto degli Iris e Rose come un continuum calmante alla sua precedente serie di girasole. Vincent aveva informato il fratello Theo dei suoi piani per intraprendere una serie di dipinti floreali. Dopo aver completato i quadri, li ha lasciati in manicomio ad asciugare, e, dopo la sua morte, sono stati poi divisi.

Van Gogh, come molti artisti del suo tempo, è stato influenzato dalle opere giapponesi prodotte nel XVII secolo. L’uso di contorni neri ben marcati in Irises è un elemento caratterizzante delle xilografie giapponesi, aiutandolo a rafforzare l’espressività della sua pittura.
“Quanto bene ha capito la natura squisita dei fiori!”  Il commento del Critico d’arte francese Octave Mirbeau, il primo proprietario di uno degli Iris di Van Gogh. “Natura morta, non è certo il modo giusto per descrivere le vibranti raffigurazioni di Van Gogh, vorticose di colore e pulsanti di vita naturale”. Citazioni che continuano a essere attuali ancora oggi.

La mostra è resa possibile dalla Janice Levin Foundation.

www.metmuseum.org

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