Giotto. La grande arte pittorica inizia dal Maestro

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Giotto. Polittico di Bologna, 1332 - 1334 ca. Tempera e oro su tavola, dalla Rocca di Galliera. Bologna, Pinacoteca Nazionale
Polittico di Bologna, 1332 - 1334 ca. Tempera e oro su tavola, dalla Rocca di Galliera. Bologna, Pinacoteca Nazionale
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Palazzo Reale, Milano

fino al 6 gennaio 2016

“Credette Cimabue nella pintura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, si che la fama di colui è scura.” – Dante Alighieri

La folla cosmopolita dei visitatori di Expo può ammirare i grandi capolavori dell’artista fiorentino nella mostra dal titolo “Giotto, l’Italia”.
Gli organizzatori intendono giustamente mettere in evidenza la prorompente figura rivoluzionaria del pittore, genio indiscusso della pittura del Trecento.

Nessuna delle 13 opere, più che altro su tavola, era stata prima esposta a Milano: capolavori assoluti mai riuniti in una unica esposizione. In circa quarant’anni di straordinaria attività Giotto ha attraverso l’Italia del suo tempo, influenzando fortemente le scuole e gli artisti locali con il suo stile innovatore, firmando in assoluto il linguaggio figurativo italiano.

Giotto a Firenze e Padova

Si inizia con le opere giovanili: il frammento della Maestà della Vergine da Borgo San Lorenzo e l’altra Maestà della Vergine, da San Giorgio alla Costa, che documentano il momento in cui il giovane Giotto era attivo tra Firenze e Assisi. Poi il Polittico dell’Altare Maggiore di Badia. La tavola con il Padre Eterno in trono proviene dalla Cappella degli Scrovegni testimoniando il percorso padovano del maestro.

Segue poi il Polittico bifronte di Santa Reparata, destinato alla cattedrale fiorentina e il Polittico Stefaneschi, il capolavoro dipinto per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro. Il percorso espositivo si chiude con i dipinti della fase finale della lunghissima carriera del maestro: il Polittico di Bologna, che Giotto dipinse nell’ambito del ritorno in Italia, a Bologna, della corte pontificia allora ad Avignone e il Polittico Baroncelli, dall’omonima cappella di Santa Croce a Firenze, che nell’occasione della mostra verrà ricongiunto con la sua cuspide, raffigurante il Padre Eterno, conservata nel museo di San Diego in California.

Giotto di Bondone nasce a Vespignano nel 1267 circa da da famiglia di contadini che si trasferirono a Firenze poco dopo. Qui entrò nella bottega di Cenni di Pepo, detto Cimabue, al fianco del quale si recò anche a Roma dove conobbe Arnolfo Di Cambio e Pietro Cavallini.

Muore nella sua Firenze l’8 gennaio 1337 mentre lavora come capomastro alla realizzazione del maestoso Campanile di Santa Maria del Fiore che in quel momento era ad un terzo dell’opera che possiamo ammirare noi oggi.

Orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30; da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30. Giovedì e sabato apertura prolungata fino alle 22.30 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).
Biglietti: € 11; ridotto € 9.50; ridotto speciale € 5.50.
Speciale famiglia: 1 o 2 adulti + bambini (da 6 a 14 anni), € 9.50 adulto e € 5.50 bambino.

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