La “Bellezza divina” tra Van Gogh, Chagall e Fontana

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Marc Chagall. Crocifissione bianca, 1938, (dettaglio). Foto Katarte
Marc Chagall. Crocifissione bianca, 1938, (dettaglio). Foto Katarte
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Palazzo Strozzi, Firenze

dal 24 settembre 2015 al 24 gennaio 2016

“Per me, come per tutti i pittori dell’Occidente, la Bibbia è stata l’alfabeto colorato in cui ho intinto i miei pennelli”. Mark Chagall

Siamo tornati con estremo interesse a Firenze dopo la straordinaria mostra su Picasso dello scorso inverno, per assistere alla presentazione di un grande evento sulla dialettica dell’arte moderna e la spiritualità.  Bellezza divina è una mostra che stimola  una profonda riflessione sull’arte e il sacro a cavallo tra il 1850 (Papa Pio IX in esilio a Gaeta) e il 1950 (Giubileo indetto da Papa Pio XII) interpretato da celebri artisti italiani, tra cui Emilio VedovaArturo Martini, Giacomo Manzù, Gaetano Previati, Felice Casorati, Gino Severini, Lucio Fontana, e internazionali come Edvard Munch, Pablo Picasso, Max Ernst, Stanley Spencer, Georges Rouault, Henri Matisse e Jean-François Millet.

Carlo Sisi, storico dell'arte assieme al nostro Caporedattore. Photo: © Katarte.it
Carlo Sisi, storico dell’arte assieme al nostro Caporedattore. Photo: © Katarte.it

Lo storico dell’arte Carlo Sisi, durante la presentazione: “Prendono vita in quegli anni interpretazioni personali e profonde del sacro come dimostra la rassegna di dipinti e sculture che forma appunto la terza sezione della mostra incentrata sulla vita di Cristo, con opere che riflettono lo stile dei diversi movimenti e, in essi, le peculiarità espressive degli artisti“.

Pur muovendo un appunto sul sistema di illuminazione, abbiamo ammirato l’ampia gamma di accenti durante il percorso espositivo che varia dall’Informale di Vedova, al Simbolismo di Redon, fino all’Espressionismo di Munch o alle fantasticherie del Futurismo; ritmi differenti che la mostra mette in evidenza sviscerando le ferite, le tribolazioni, le incomprensioni e i ritrovati dialoghi fra arte e sentimento del sacro da parte degli artisti pur con linguaggi ben diversi espressi con circa cento opere.

Micol Forti, direttrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani
Micol Forti

Un legame recuperato che era stato indissolubile nei secoli appena trascorsi e che aveva ormai il crisma di un imminente divorzio nella stagione del moderno; un divorzio tra la chiesa e la modernità mai sancito. Una mostra, come ha sottolineato la relatrice Micol Forti, direttrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani, “che semina il futuro suscitando emozione e sorpresa”.

 

Veduta della terza sezione. Photo: © Katarte.it
Veduta della terza sezione. Photo: © Katarte.it

Le sezioni dedicate

Sette le sezioni sui temi fondamentali del faticoso rapporto religioso e artistico.
Sezione 1– Dal Salon all’altare; Sezione 2 – Rosa mystica; Sezione 3 – Vita di Cristo; Sezione 4 – Severini: la decorazione murale tra spiritualità e poesia; Sezione 5 – Spazi del sacro; Sezione 6 – La Chiesa; Sezione 7 – Preghiera. Palazzo Strozzi, centro di eccellenza di respiro internazionale, offre la visione di celebri capolavori come la Pietà (da Delacroix) di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, prima opera su tema religioso assieme alla Pietà del Museo di Amsterdam, la Crocifissione di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Crocifissione bianca di Marc Chagall, rara opera interreligiosa proveniente dall’Art Institute di Chicago e per concludere l’Angelus di Jean-François Millet, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi.

L’Arcivescovo di Firenze e Cardinale Giuseppe Betori , ci ha evidenziato che Papa Paolo Sesto, nel maggio del 1964, incontrando gli artisti nella Cappella Sistina, ebbe l’illuminazione sul rapporto tra sacro e arte, centrando la stagnazione del malessere “Bisogna ristabilire l’amicizia tra la Chiesa e gli artisti. Non si è mai rotta ma ci avete un pò abbandonato, siete andati lontano a bere ad altre fontane…Ma anche noi vi abbiamo fatto tribolare imponendovi come canone l’imitazione a voi che siete creatori sempre vivaci, zampillanti di mille idee…Vi abbiamo talvolta messo una cappa di piombo addosso…possiamo dirlo; perdonateci. Non vi abbiamo spiegato le nostre cose, non vi abbiamo introdotti nella cella segreta, dove i misteri di Dio fanno balzare il cuore dell’uomo di gioia, di speranza, di letizia, di ebbrezza”.

Bellezza divina

In questa Omelia alla “Messa degli artisti” vediamo realizzata l’essenza di questo evento che celebra il riavvicinamento di un cordone storicamente mai spezzato, pur con profili polemici e discordanti, ma che testimoniano come l’arte e il sacro sono un binomio inscindibile. Nella sua ricerca del bello, l’artista si tuffa in una immaginazione che travalica il quotidiano, scandaglia gli abissi dell’anima e diventa portavoce universale di un riscatto che lo avvicina a Dio.

L’esposizione “Bellezza divina” nasce da una collaborazione della Fondazione Palazzo Strozzi con l’Arcidiocesi di Firenze, l’Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e i Musei Vaticani e si inserisce nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Firenze tra il 9 e il 13 novembre 2015 e al quale interverrà anche papa Francesco.

Link: palazzostrozzi.org/bellezzadivina

Organizzazione: Fondazione Palazzo Strozzi in collaborazione con l’Arcidiocesi di Firenze e con il sostegno di Banca CR Firenze.
Curatori: Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi, Carlo Sisi
Biglietti: 10 € intero, 8,50 € ridotto, 7,50 € Clienti di Banca CR Firenze e Gruppo Intesa Sanpaolo, 4 € Ragazzi dai 7 ai 18 anni, gruppi scuole, studenti fino ai 26 anni, visitatori con disabilità, MaggioCard e Pergola26“.
Orario: Tutti i giorni inclusi i festivi 10:00 – 20:00; Giovedì 10:00 – 23:00

 

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