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Wunderkammern Gallery, Milano

Dal 16 marzo al 21 maggio 2016

“La mia vita si legge sulle mie tele e se in questo mio lavoro vedete il caos, io lo vedo come un bel caos”.

JonOne. Il caos nell’animo di un ragazzo che viene da un quartiere proprio povero come Harlem; pochissime speranze che lo hanno però pungolato a ricreare attorno a se quel mondo colorato che tutti i giovani sognano, tramutandolo in un atteggiamento costruttivo del futuro. JonOne (John Andrew Perello, 1963, NYC), è orgoglioso quando afferma che la gente gli dice “Vedere il tuoi disegni mi fa ridere, mi rende felice e mi fa sentire bene”.

JonOne. Dettaglio di Burn Slow. Acrilico e inchiostro su tela, 2016
Dettaglio di Burn Slow. Acrilico e inchiostro su tela, 2016

Per i primi graffiti è stato accusato di vandalismo, poi le performances sui treni e metropolitane, il girovagare notturno per le gallerie d’arte di Harlem e infine il coraggio di rompere i codici sfidando la società americana per essere riconosciuto come un artista, per trovare la propria personalità, la sua strada. Una lunghissima esperienza che lo ha portato poi a incontrare artisti, collezionisti, decidendo infine di trasferirsi a Parigi.

JonOne. Commemorazione di Abbé Pierre, 2011. Fresco.© Séb! Godefroy
Commemorazione di Abbé Pierre, 2011. Fresco.© Séb! Godefroy

Lo stile di JonOne è borderline tra Street art e Espressionismo astratto, ha compiuto il traghettamento dai graffiti all’arte contemporanea facendo zampillare dalle sue tele un prorompente impeto mixato ad un’appassionata grinta velocemente traslati sulla tela con un lessico composto da tre ingredienti: calligrafia, cromatismo e pigmento del colore.

Caos e controllo, aspettativa e imprevedibilità, programmazione e creatività, sono i cardini che stimolano la riflessione sulla mostra Predictably Irrational, dove le tele di JonOne, da una prima prospettiva erompono con una gestualità istintiva, allo stato puro, ma su una partitura estetica ben intonata, sillabata nota su nota.

JonOne tra caos e controllo

Dall’altro lato, la ritmica reiterazione calligrafica viene squarciata da energiche e irrefrenabili cascate di colori che producono un intricato labirinto materico.  La vita di Upper Manhattan e tutto il background della grande mela, da Andy Warhol a Keith Haring, emigra nelle sue tele di cromatismi esuberanti e chiassosi, traducibile in un traguardo di impalpabile armonia forgiata dall’antitesi tra caos e controllo.

JonOne. Ritratti, 2015. ©Gwen Le Bras
Ritratti, 2015. ©Gwen Le Bras

Ha scelto di esprimersi in strada con i graffiti, è stata la furiosa esigenza di cambiare le cose, di convertire la rabbia e l’odio con la generosità dell’arte di strada. Il presidente dell’Assemblea nazionale, Claude Bartolone, fervente ammiratore delle sue composizioni, così li descrive “esplosioni di colori e sentimenti, tra ebrezza espressionista e un’astrazione che invita al pensiero e all’ emozione”:

Durante la mostra “Predictably irrational”, a cura di Giuseppe Pizzuto, l’artista esporrà alla Wunderkammern Gallery di Milano una serie di tele con acrilico, olio e inchiostro su tela, appositamente realizzate per l’occasione.

Cultural partner: Institut français Milano
Media Partners: Widewalls, Zero, Modalità Demodè, FACE Magazine
Technical Partners: N’Ombra de Vin, different.photography, Graffitishop

Orari di apertura: dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

Link: www.wunderkammern.net

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