Flavio Sciolè: antiartista ed antiuomo

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Flavio Sciolè mentre recita
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Mondadori Bookstore di San Benedetto Del Tronto (AP)

Venerdi 23 Novembre 2018

Presentazione del libro “Libero Teatro In Libero Stato” di Flavio Sciolè, pubblicato dalla Holy Edit nel 2017. Il volume contiene parte dell’opera teatrale dell’autore scritta e portata in scena con Teatro Ateo tra il 1993 ed il 2008. Sono presenti nove testi tra cui: “Il Re è Pazzo”, “Bambole”, “Icaro Caro d’oro cosparso”, “Cerchi” e “Psicosi atea”.

L’evento sarà condotto da Luca Torzolini, direttore della casa editrice.

 

Ritratto di Flavio Sciolè

Flavio Sciolè: regista, attore, performer

FLAVIO SCIOLE’ è un attore, regista e performer. Antiartista apolide italo-croato agisce da anni nella ricerca antiteatrale (con Teatro Ateo), nella sperimentazione anticinematografica e nella performance estrema. Principalmente votato alla decostruzione artistica di qualunque arte classica, trova la propria ragione d’essere in atti di deframmentazione e distruzione. Iconoclasta per vocazione, non incline al compromesso fa dell’arte come istanza, dell’arte etica, la propria ragione di vita. Circa 300 i lavori video proiettati-premiati-segnalati in Festivals nazionali ed internazionali in Italia e nel mondo. Oltre 1000 le proiezioni in Italia ( Rai Uno, 52a Esposizione Internazionale D’Arte La Biennale di Venezia 2007, MACRO, Romaeuropa) e nel mondo ( Francia, Portogallo, Marocco, Grecia, Finlandia, Romania, Usa, Lituania, Macedonia, Argentina, Inghilterra, Germania, Russia, ecc). Riceve premi, retrospettive (Casablanca, Roma, Torino, Berlino, Londra, New York), scritti. Moduli principali dell’azione cinematografica: anticinema, estetica, uso deviato di luce, regia, recitazione, montaggio in macchina. Con Teatro Ateo la zona d’azione è la reimpostazione-distruzione-sgretolazione del teatro classico agendo su due livelli: uno recitativo ed uno drammaturgico. Antiteatro (ed antidrammaturgia, antinterpretAzione, antiregia, antiscenografia, antiluce, ecc) è la parola chiave. Principali stilemi del progetto sono la ricerca monocromatica (luci, costumi), la destrutturazione vocale (viene codificato il modulo della ‘recitazione inceppata’), il lavoro sulle icone e sulla macchina attoriale inceppata. Partecipa a eventi nazionali e internazionali e a stagioni teatrali: Festival Nazionale Dei Teatri Invisibili, Villaggio Teatro, Provocazione Teatro, Teatro Furio Camillo , Rialtosantambrogio (Roma), Linguaggi Festival Nazionale Della performance,Teatro Neoeliseo (Roma), Festival Ubusettete (Roma), Mekané (Roma).

L’azione performativa sviluppa, come in quella teatrale, la vocalità e l’anticorpo ma, naturalmente, il tutto non è “totalmente” predefinito ma un ampio margine è lasciato all’istinto, all’impellenza che guida ogni atto. Partecipa, tra l’altro, a Biennale Adriatica Arti Nuove, Time Is Love (London, UK), Untouchable (London, UK),Futuroma, Ar(t)cevia, Corpo. Suoi testi sull’anticinema sono stati pubblicati in diversi siti web e riviste. Curatore di festival dedicati al cinema sperimentale (Atri, Pescara, Roma, Teramo) e di rassegne d’arte contemporanea.Come fotografo partecipa a 4a e 5a Biennale Internazionale Di Grafica (2006 e 2008, Italia, Spagna e Cina), Comoedia Picta (La Spezia), Artisti Per La Salute (Milano).Come attore di cinema ha recitato da protagonista in decine di film, ricordiamo: “Farina Stamen” (il primo Iperfilm) di Luigi Maria Perotti, “Piano Sequenza” di Louis Nero, “Scale” di Daniel Isabella. Negli ultimi anni ha preferito declinare proposte non artistiche o marcatamente cinematografiche. Nel 1993 pubblica la raccolta “Nature e Nulla” e dagli anni ottanta sue poesie sono pubblicate in decine di antologie. Con la Holy Edit ha pubblicato due volumi dedicati alle sue opere teatrali.

L’evento: il libro di Sciolè a San Benedetto Del Tronto

Venerdì 23 Novembre 2018 alle ore 18,30 presso la Mondadori di San Benedetto del Tronto sarà presentato il libro “Libero Teatro In Libero Stato” di Flavio Sciolè, pubblicato dalla Holy Edit. Il volume contiene parte dell’opera teatrale dell’autore scritta e portata in scena con Teatro Ateo tra il 1993 ed il 2008. Presenti le piece “Il Re è Pazzo”, “Bambole”, “Icaro Caro d’oro cosparso”, “Cerchi” e “Psicosi atea”. La prefazione è di Graziano Graziani.

La presentazione sarà curata dal direttore della casa editrice, Luca Torzolini. Nel volume è possibile trovare anche manifesti estetici e la teatrografia. Sciolè, che agisce da venticinque anni nella scomposizione del linguaggio, andrà a disarticolare verbalmente i propri testi. La Holy Edit ha nel proprio catalogo in distribuzione le opere di Ulderico Fioretti, Silvano Agosti e Dario Fo.

La Holy Edit, come dichiara Luca Torzolini, è stata fondata con l’intento di ricordare l’importanza della selezione di opere e artisti di alto livello, cercando sempre di porsi come pionieri d’avanguardia alla ricerca di nuovi schemi stilistici.

Flavio Sciolè mentre recita "Icaro caro d'oro cosparso" nel teatro di Rialto Sant'Ambrogio Roma

‘Libero Teatro in Libero Stato’ la prefazione di Graziano Graziani

Sciolè con Teatro Ateo, in circa un ventennio, ha sfaldato le strutture obsolete del teatro italiano: il suo antiteatro ha fatto irruzione su palchi colmi di polvere, la sua recitazione inceppata ha codificato nuove vie.
Nella prefazione, Graziano Graziani scrive: “… sono però immagini in qualche modo rappresentative di un percorso artistico che si è edificato attorno ad alcuni rovelli come l’afasia, l’autolesionismo, il linguaggio spezzato, l’eloquio inceppato, l’assenza di un referente della rappresentazione – che non può neppure definirsi tale perché non “rappresenta” alcunché – il gusto per la frammentazione semantica, l’esplosione del senso, l’anarchia espressiva che però si esplicita dentro un rigore performativo che Sciolè chiama “antimacchina attoriale”. Perché in un teatro compiutamente ateo tutto è contestazione degli Dei del teatro, la scena si trasforma in antiscena, la drammaturgia in antidrammaturgia, il corpo che occupa il palco è quello di un antiattore, che segue i percorsi di un’antiregia e si muove all’interno di un’antiscenografia. Ma per Sciolè, che interpreta il teatro come una propaggine estrema del radicalismo estetico, luogo antisacro (per dirla attraverso il suo lessico) dove si consuma l’estrema conseguenza di un’arte che – essendo già implosa nel mercato e nell’istituzione – non può fare altro che collassare vertiginosamente su se stessa, per Sciolè dicevamo non è concepibile fermare la propria ribellione prometeica al pantheon ammuffito della prosa o a quello dorato del consumo. Per questo, dietro la sua “antimacchina teatrale” si può leggere un tentativo di decostruzione che tocca perfino gli eroi olimpici della ricerca, su tutti il Carmelo Bene e la sua macchina attoriale, che non possono restare fuori da un’implosione estetica che tutto travolge.”

La recitazione inceppata

L’estetica che è parte fondamentale della ricerca dell’artista si compenetra all’etica ed in maniera parallela le due istanze viaggiano sulle emozioni-azioni dell’uomo contemporaneo esplorandone i lati oscuri, affogando nei meandri dell’io, nelle buie nicchie della psiche. Tra le zone psicofisiche esplorate nel percorso d’arte e di vita un posto importante hanno l’autolesione, la rottura dei tempi certi, l’anticorpo come atto che impedisce, la vocalità che si ripete ed erra. Il paradigma dell’intero percorso è la recitazione inceppata. L’inceppatura, l’errore pseudo teatrale non viene superato come indicherebbe la regola ma lì l’artista si ferma (e diviene antiartista) ed erra volontariamente, incespica, reitera e diviene uno sbaglio, lo sbaglio e quindi uomo, dato che non esiste un uomo perfetto. Rimanendo inceppato nel corpo e nella voce l’Uomo lì resta ed espone la propria imperfezione.

Flavio Sciolè (pubblicato in “Libero Teatro In Libero Stato”, Holy Edit, 2017)

Flavio Sciolè mentre recita “Il re è pazzo” nel teatro Furio Camillo di Roma

Sull’anticinema

Flavio Sciolè è una sorta di Frankestein lo-fi, un incrocio tra Carmelo Bene, Victor Cavallo e Jess Franco, un serial killer dell’immagine, un iconoclasta a bassissima definizione avendo come machete il montaggio.

Nelle sue opere le azioni non ruotano attorno ai canoni predefiniti della rappresentazione ma lasciano ampio margine, con provocatoria intenzione, alla recitazione inceppata, alla ripetizione a oltranza, allo sbaglio. Film in cui si uccide l’inquadratura con l’intenzione di uccidere se stessi, ambientati in non-luoghi senza tempo dove tutto può diventare delirio e sottolineatura fetish”

(Domenico Monetti, in “Cinecritica” n. 80, 2015).

Una recensione

“Delirium” fa parte di quella che potremmo definire “Trilogia del Delirio”, e che comprende, oltre al mediometraggio sopra citato, anche “Ipotesi per un delirio” (2005) ed il più noto “Mondo delirium” (2011). Inutile, dannoso, quasi offensivo incasellare l’opera di Sciolè in un genere. Si potrebbe dire horror, d’avanguardia, schizo-sentimentale, surreale, thriller esistenziale, drammatico d’autore, tutto ed il contrario di tutto, ma ciò non renderebbe l’idea, nemmeno minimamente, del mood, dello stile, dell’essenza di “Delirium”.
Anche perché Sciolè per tutta la sua vita artistica è fuggito lontano dai dogmi, dagli schemi, dai crismi imposti dall’arte, e in particolare dal cinema. Sciolè dal cinema di genere prende una certa linfa ma poi la disperde, la assorbe e la mescola nella sua visione artistica personale, creando qualcosa di completamente diverso, di originale, di relativamente nuovo.

(Massimo Bezzati, in Cineavatar, 2018)

 

Sciolè, Collettive (selezione)

2015 TIME is Love.8 International video art program (curated by Kisito Assangni):

Sakura Works,Yokohama – Japan

Sobering galerie, Paris

National Institute Of Fine Arts, Tetouan, Morocco

Sala Rekalde, Bilbao, Spain -Kalao Panafrican Creations, Bilbao, Spain

A Lab Overhoeksplein, Amsterdam Netherlands

Zeta Art Center & Gallery, Tirana, Albania

Expressive Arts Institute, Roosvelt Road, San Diego, California, USA

2014-2013-2012 Untouchable, The Flying Dutchman, London (UK), (curated by Franko B)

2013 Prize: Jury’s Grand Prix For The Most Original Work at Cinemavvenire Video Festival, Rome

2012 Kairos Interruptus, Vaudeville Park, New York, USA (curated by Brian Zegeer)

2011 Istituto Di Cultura Italiano, New York, USA

2010 Marché du Film del 63° Festival di Cannes, stand Cinecittà Luce

2007 52.Esposizione Internazionale D’Arte La Biennale Di Venezia, D’Arte Eventi collaterali -Joseph Beuys-Difesa della natura The living sculpture. Kassel 1977-Venezia 2007, Spazio Thetis di Venezia (curated by Lucrezia De Domizio Durini)

2006 Festival Du Noveau Cinéma Italien, Centre Culturel Italien, Paris/Studio Théatre De Mountreil, Paris (France)

2003 Telelouvre, Libreria/Galleria Museo Del Louvre, Rome, Italy (curated by Giuseppe Casetti, testo dell’evento Achille Bonito Oliva)

1999 Italian National Tv Rai Uno

Sciolè, Personali (selezione)

2017 Di Sciolè o Del Teatro Rimosso: vita, antiarte e miracoli intorno a Teatro Ateo’, Accademia di Belle Arti Dell’Aquila, L’Aquila, Italy (curated by Marcello Gallucci e Carlo Nannicola)

2017 Retrospective Ceremony For Sciolè Sussidiario Antologico di un Antiartista, Pescara, Italy (100 videos, curated by Silvia Moretta)

2012 Retrospective Italian Artist Flavio Sciolè Anti-Videos) at Portobello Film Festival, London (UK)

2012 Italian Tv Sky

2012 Karne’Vale, New York, USA (curated by Electric Cabbage)

2011 Rooftop Benefit Party, The Mothership, New York, USA (curated by Linea Rossa)

2011 Visioni Acustiche, MACRO Rome’s Museum of Contemporary Art, Rome, Italy (curated by Gianluca Giardi)

2010 Retrospective (7 videos) at Romaeuropa Festival, Teatro Palladium, Rome ( curated by Pierpaolo De Sanctis, Raffaele Meale)

2009 4°Festival International Du Film Court Et Du Documentaire De Casablanca (Morocco), Théatre Mohamed VI di Casablanca (Morocco, 10 video)

2009 Retrospective at Carbunari International Experimental Film Festival, Museum Florean, Baia Mare (Romania)

2008 Sconfinamenti Dalla Buona Pittura Alla Videoart, Museo Nazionale Di Castel Sant’Angelo, Rome, Italy

2008 Nuit Des Museés-Videonotte, Museo Cascella, Pescara, Italy

2007 Retrospective at Videofusion1, Galleria Studio.ra, Rome, Italy (curated by Gabriele Perretta)

2007 SKY can.821 Music Box, selected by La Sterpaia of Oliviero Toscani

2005 Retrospective at Portobello Film Festival, London (UK, 38 video) A Night With Italian Artist Flavio Sciole’

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