Katarte / Da Degas a Picasso. I Capolavori dell’Art Gallery di Johannesburg

Antonio Mancini. Lady Phillips, 1909. Olio su tela, (dettaglio)

Da Degas a Picasso. I Capolavori dell’Art Gallery di Johannesburg

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Scuderie del Castello Visconteo, Pavia

fino al 19 luglio 2015 (PROROGATA FINO AL 30 AGOSTO)

[box type=”shadow” ]Nel palpitante ritratto di Lady Florence Phillips del pittore romano Antonio Mancini, si può percepire l’abbozzo di un imponente progetto. Oggi quel sogno ha il nome di una delle principali collezioni d’arte del SudAfrica, la Johannesburg Art Gallery. Il sogno di una donna evoluta che ha desiderato omaggiare il Sudafrica di un museo “utile alla comunità”. Adoperarsi tutta la vita perché un sogno si avveri; il sogno che ancora oggi illumina il volto di una donna innamorata dell’arte.[/box]

Lady Phillips, nata a Cape Town e moglie del magnate dell’industria mineraria Sir Lionel Phillips, scoprì a Londra l’amore per l’arte. Dai dipinti del ‘700, che inizialmente richiamavano il suo interesse, Lady Florence estese la sua predilezione alle Arts&Craft di William Morris, incantata dalle prospettive connesse alla vita nella società e al vincolo con le arti applicate. Lady Phillips intuì quanto l’arte arrecasse beneficio alla gente, in particolar modo agli indigenti, generando crescita sociale. Fu così che, tornata nel 1906 a Johannesburg, decise di dare vita ad un museo vero e proprio, sul modello del Victoria and Albert Museum  di Londra.

Edgar Degas. Due ballerine, 1898. Pastello su carta, cm. 50 x 35. Johannesburg Art Gallery, Johannesburg
Edgar Degas. Due ballerine, 1898. Pastello su carta, cm. 50 x 35. Johannesburg Art Gallery, Johannesburg

Facoltosi finanzieri sudafricani e inglesi, amici del marito, furono esortati a sponsorizzare il suo fantastico progetto e a elargire le proprie collezioni, arrivando persino a vendere un suo costosissimo diamante azzurro, regalo del marito, pur di acquisire dei quadri. E qualche anno dopo, nel 1910, la Johannesburg Art Gallery apre la sede temporanea alla South African School of Mines and Technology, per poi trasferirsi nel 1915 in un edificio progettato da Sir Edwin Lutyens e costruito da Robert Howden quale sede definitivaLa mostra, a cura di Simona Bartolena, presentando oltre sessanta opere, tra olii, acquerelli e grafiche, farà rivivere il sogno di questa Lady di ferro dell’arte.

Picasso e Andy Warhol

La prima sezione dedicata all’800 inglese è caratterizzata dai capolavori di Millais, Hunt, Alma-Tadema, Turner e Dante Gabriel Rossetti, mentre un secondo capitolo è interamente dedicato all’impressionismo. Si va dall’incantevole paesaggio di Corot, alle iconiche Due ballerine di Degas, arrivando poi a Cézanne, Gauguin, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Bonnard e Vuillard, attraverso lavori che aprono già la strada alla modernità. Una modernità che però Lady Phillips non fece in tempo a toccare, arrivando alquanto tardi alla Johannesburg Art Gallery. Oggi la collezione si gloria di capolavori firmati dai più importanti protagonisti delle avanguardie europee e americane, come Derain, Matisse, Picasso, Modigliani, Pechstein. Fino ad uno studio di Francis Bacon, un carboncino di Henry Moore, un’opera di Roy Lichtenstein, un triplo ritratto di Joseph Beuys di Andy Warhol, e il poligonale acrilico su tela di Kenneth Noland datato 1978.

Pablo Picasso. Testa di arlecchino II, 1971. Matita e pastello su carta, cm. 50,2 x 65,2. Johannesburg Art Gallery, Johannesburg ©Succession Picasso by SIAE 2015
Pablo Picasso. Testa di arlecchino II, 1971. Matita e pastello su carta, cm. 50,2 x 65,2. Johannesburg Art Gallery, Johannesburg ©Succession Picasso by SIAE 2015

Il capitolo conclusivo è dedicato al SudAfrica, segmento della mostra più stuzzicante, quasi sconosciuto per noi in Europa; una sala che segna il vincolo tra due universi sotto il marchio senza frontiere dell’arte. Lady Phillips manifestò prontamente l’aspirazione che il gioiello da lei creato fosse disponibile a tutti e non uno spazio riservato solo ad un’élite, e particolarmente spalancato all’arte del luogo. Affinché l’utopia di Lady Phillips fosse conseguita passarono purtroppo alcuni decenni. Una tela di Gerard Sekoto fu la prima opera black acquistata nel 1940 e sfortunatamente fu l’unica fino al 1972, a causa del regime dell’apartheid. Merito dell’Anglo American Johannesburg Centenary Trust se  nel 1986 furono apportate rilevanti modifiche. Adesso la sezione di arte sudafricana è un pilastro del complesso museale.

La rassegna annovera opere di Irma Stern, personaggio di spicco nell’arte sudafricana del XX secolo e un ritratto firmato da Maggie Laubser, pittrice vicina all’espressionismo. Con una tela di Maude Summer si prosegue con le influenze con l’arte europea, per poi esplorare l’arte autoctona con Selby Mvusi che testimonia, assieme a George Pemba, la sponda più osteggiata e tormentata del panorama artistico del SudAfrica sempre a causa dell’apartheid.

Roy Lichtenstein. Crack!, 1964. Litografia a colori, cm. 48,9 x 70,3. Johannesburg Art Gallery, Johannesburg ©Estate of Roy Lichtenstein by SIAE 2015
Roy Lichtenstein. Crack!, 1964. Litografia a colori, cm. 48,9 x 70,3. Johannesburg Art Gallery, Johannesburg ©Estate of Roy Lichtenstein by SIAE 2015

Orario: Dal lunedì al venerdì: 10.00 – 19.00; Giovedì: 10.00 – 22.00; Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 20.00; Sabato 5 aprile e domenica 6 aprile: 10.00 – 20.00 (La biglietteria chiude un’ora prima)

Prezzi: Intero: 12,00 euro (Audioguida inclusa nel prezzo). Ridotto: 10,00 euro (Audioguida inclusa nel prezzo), over 65 anni, ragazzi dai 13 a 18 anni, gruppi (min 15 max 30 persone), Soci Touring Club Italiano.

Ridotto speciale: 9,00 euro (Audioguida inclusa nel prezzo). Ridotto scuole e bambini: 5,00 euro. Gruppi di scolaresche, bambini dai 6 ai 13 anni.
Gratuito: disabili, accompagnatori disabili, giornalisti dell’Ordine dei Giornalisti con il bollino dell’anno in corso, accompagnatori gruppo adulti (uno per gruppo), accompagnatori scolaresche (due per gruppo), bambini under 6 anni.

Con il biglietto della mostra puoi visitare anche i Musei Civici di Pavia a prezzo ridotto negli orari di apertura indicati sul sito
Informazioni e prenotazioni. Tel:+39 0382 33676 – Tel:+39 02 36638601 (dal lunedì al venerdì 9.00-13.00/ 14.00 -18.00); info@scuderiepavia.com

Sito web: http://www.museicivici.pavia.it

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